AGAINST ANIMAL CRUELTY

Randagismo

IL PD STABIESE SUL PROBLEMA DEL RANDAGISMO A CASTELLAMMARE (NA)

Il 21 marzo Castellammare di Stabia fu mobilitata dal gruppo nato online “il popolo in nero” in una manifestazione di protesta per la mattanza di alcuni cuccioli di cane massacrati nei boschi di Quisisana.

In quella occasione Luigi Bobbio, candidato a sindaco, marciò in prima fila accanto ad alcuni suoi concorrenti e con essi firmò un documento col quale s’impegnava entro i primi 100 giorni del proprio mandato a costruire un canile e ad agire in favore degli animali della Città e delle associazioni, in particolar modo l’ADDA, che li curano.

Puntuale con l’ordinanza sindacale 32757 del 22 giugno 2010 ha mantenuto la promessa di affrontare il fenomeno del randagismo a Castellammare nei primi cento giorni della sua Amministrazione.

Peccato che lo faccia solo rispondendo ai bisogni dei propri sostenitori e non rispettando l’impegno preso per iscritto con i cittadini, che nella fattispecie sono agli antipodi: è chiaro che la città pulita è sana per tutti coloro che la vivono, ma come mai in una città in cui, cittadini ed ospiti limitrofi, lasciano in ogni dove e a tutte l’ore avanzi di pasti volanti, alimentando i topi che popolano le strade ed in particolare il lungomare, ci si rivolge agli animalisti che cibano i cani con pasti organizzati e regolari e non ai maleducati incivili che deturpano le strade della Città senza alcuno scopo?

Non sarebbe più opportuno e civile coordinare il servizio di raccolta dei rifiuti con i volontari che sfamano gli animali randagi evitando altri problemi ai cittadini e garantendo una convivenza civile tra animali di razza canina e umana?

Peccato che egli intenda “favorire la formazione di una coscienza igienico sanitaria ed ecologica sullo specifico problema dei corretti rapporti uomo-animale-ambiente” come ivi riportato, utilizzando lo strumento Ordinanza che impone, vieta e sanziona sic et simpliciter senza possedere in sé alcun elemento formativo delle coscienze.

Peccato, inoltre, che egli ignori che:

– già il regolamento di Polizia Veterinaria emanato nel 1954 prescrive di condurre i cani a guinzaglio nei luoghi pubblici

– l’articolo 2 della legge regionale 16/2001 sulla prevenzione del randagismo già prescrive ai proprietari degli animali d’affezione di “osservare le comuni norme d’igiene generale della collettività”

– L’O.M. 6 agosto 2008, all’articolo 4, impone ai Comuni di dotare la polizia locale di dispositivo di lettura di microchip, perchè questo è il vero elemento identificativo del cane e non il documento cartaceo richiamato nell’Ordinanza. Il microchip è una sorta di carta d’identità elettronica che deve tutelare gli animali dall’abbandono di proprietari irresponsabili (che sono puniti dalla legge…) e che li segue ovunque essendo inserito sottopelle;

– il Sindaco stesso è il proprietario dei cani vaganti sul territorio comunale e quindi, come prescritto dalla stessa ordinanza, è “tenuto a identificare e registrare in anagrafe canina, a cura del servizio veterinario, i cani vaganti nel territorio comunale”.

Tali precedenti rendono inutile e ridondante l’ordinanza di cui sopra, mentre benaltro sarebbe stato più urgente ed opportuno in questo momento.

Sarà utile ricordargli che, in quanto proprietario dei cani vaganti, egli stesso deve “osservare le comuni norme d’igiene generale della collettività”.

Non pretendiamo di vedere girare per le strade cittadine il nostro sindaco con paletta e sacchetto (a proposito, che sia biodegradabile! Ma ciò significa che va poi abbandonato nei contenitori dei rifiuti organici? Ed allora ci può indicare dove trovarli?) ma che almeno acquisti

una cultura sui metodi di controllo del randagismo in quanto argomenti già regolamentati a livello nazionale e regionale.

Comportarsi ed esprimere giudizi sulla questione, infischiandosene della normativa vigente è un delirio di onnipotenza che, ciò ch’è più grave, non tiene conto della volontà dei cittadini, verso i quali il sindaco Bobbio, ha preso chiari impegni per iscritto.

La fauna è elemento fondamentale della vita ed è studiato che la convivenza con gli animali può avere effetti terapeutici in varie patologie umane (cfr pet terapy), per tal motivo non si possono escludere dalla vita sociale della città. Ma essi vanno curati e alimentati altrimenti

– gli animali affamati possono diventare aggressivi, singolarmente ed organizzandosi in branco;

– gli animali affamati e indeboliti sono più esposti alle malattie, anche trasmissibili agli umani.

Sapere che il Sindaco della Città reputi efficace la soluzione di un canile senza avere approfondito l’argomento fa sorgere interrogativi sul futuro degli animali della nostra Città:

– intende liberare Castellammare dai cani randagi relegandoli a vita nel canile? e qualora ritenga moralmente corretta questa procedura, su quali altri servizi comunali intende tagliare i fondi visto che attualmente l’Amministrazione impegna oltre 100.000 euro ogni anno per il mantenimento dei pochi cani randagi già catturati sul territorio comunale e ricoverati in canile?

– il Sindaco sa che le precedenti amministrazioni non sono riuscite a trovare il modo per realizzare sul territorio cittadino e a norma di legge, un rifugio che non sia un canile lager ricettacolo d’infezioni?

– e se pur ciò fosse fattibile, è a conoscenza del fenomeno etologico della sostituzione per cui, laddove un’area territoriale viene liberata dalla presenza di un gruppo di cani randagi verrà subito occupata da un altro gruppo di cani randagi migranti dai territori limitrofi?

Per ovviare a tali inconvenienti, si potrebbe organizzare il sistema già sperimentato detto “cane di quartiere”.

In questo senso si sono mosse le precedenti Amministrazioni di centro sinistra: molto più correttamente hanno praticato il controllo del randagismo, come da norme vigenti, mediante prelievo dei randagi dal territorio, loro sterilizzazione e relativa reimmissione nella zona di provenienza, unico metodo riconosciuto utile per fronteggiare il fenomeno del randagismo. Infatti da alcuni anni è in vigore un’ordinanza comunale che dispone in tal senso, usufruendo del servizio gratuito di sterilizzazione che è compito dei servizi veterinari dell’ASL. Attraverso questa strada sono stati sterilizzati centinaia di cani che, reimmessi sul territorio, sono divenuti “cani di quartiere”, accuditi in tutte le loro esigenze da Associazioni e cittadini, con il legame affettivo che ciò comporta tra esseri umani e mammiferi domestici.

Le stesse amministrazioni si sono preoccupate di avere accesso a specifici contributi regionali che finanziano anche campagne di sensibilizzazione del corretto equilibrio urbano fra animale, uomo ed ambiente nonché di adozione, altro pilastro fondamentale della prevenzione del randagismo.

Signor sindaco, Lei ha contratto dei debiti con gli stabiesi in campagna elettorale, su questi come su altri scottanti temi.

Aspettiamo risposte immediate e chiare, consigliandoLe di agire d’ora in avanti con più consapevolezza dei problemi, al fine di evitare la pessima pubblicità che provvedimenti come quelli emanati hanno dato alla nostra Città, tanto da valerLe i richiami della sottosegretaria alla sanità onorevole Martini, peraltro Sua collega di partito!

(26/07/2010 Stabiachannel.it)

Obbligo di paletta e sacchetto biodegradabile per i possessori di cani e divieto di sporcare il marciapiedi con avanzi di cibo destinati alla nutrizione degli animali sia domestici che randagi: sono le disposizioni contenute nell’ordinanza sindacale firmata dal primo cittadino di Castellammare di Stabia, Luigi Bobbio, su proposta dell’assessore all’Igiene e Sanità, Giovanni de Angelis, a seguito di apposita conferenza dei servizi istruttoria cui hanno partecipato la polizia municipale, le forze dell’ordine locali e il servizio sanitario dell’Asl Na3 Sud.

“Il riesame della regolamentazione in materia”, ha dichiarato l’assessore de Angelis, “si è reso necessario per vietare l’imbrattamento di suolo pubblico con escrementi di animali, soprattutto lungo le aree pedonali di Castellammare. Occorre uno sforzo comune, diretto alla promozione di una coscienza igienico-sanitaria a tutela e garanzia dell’intera cittadinanza e del decoro della nostra città ed è per questo che l’Amministrazione comunale confida nel buonsenso e nella massima collaborazione da parte di tutti”.

La mancata osservanza dell’ordinanza sindacale sarà punita, da parte della polizia municipale, con una sanzione pecuniaria amministrativa di 50 euro.

“Si tratta dell’intervento inaugurale di una serie di provvedimenti che saranno adottati per creare un clima di normalità, al cui interno saranno successivamente percorse le legittime strade per l’avvio di seri e incisivi programmi per la cura e la protezione degli animali. L’Amministrazione, infatti, si è prontamente attivata, nelle sedi competenti, anche per porre rimedio ai tragici episodi verificatisi in alcune aree di Castellammare che hanno visto come vittime i cani randagi”, ha aggiunto de Angelis.

Il sindaco Luigi Bobbio ha invece rimarcato l’impegno dell’Amministrazione comunale per “attivare i necessari percorsi amministrativi per la realizzazione di una idonea struttura di ricovero per animali randagi, interrompendo così l’erogazione, per dispendiosi canoni di mantenimento, a favore di strutture che si trovano in aree diverse da Castellammare di Stabia”.

(Stabiachannell.it)

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