AGAINST ANIMAL CRUELTY

Articoli con tag “cina

Cina: famiglia impicca e squoia un cane. Orrore sul web

Hanno prima impiccato e poi scuoiato un povero cane randagio, per poi fotografarsi sorridenti mentre infieriscono contro di esso. E’ successo in Cina, e le immagini, impressionanti, sono finite su un sito web, facendo arrabbiare gli internauti amanti degli animali. Nelle foto si vede l’allegra famigliola che prende il cane, lo impicca e lo sgozza, per poi scuoiarlo: non è chiaro se, nel momento dello scuoiamento, il cane fosse ancora vivo. Le immagini sono fortemente consigliate ad un pubblico adulto.

|Leggo|


Dalla Cina il cervo pazzo per la birra. “Non può farne a meno”

L’animale di un anno e mezzo è diventato popolare nella zona per ‘la sua dipendenza’e poi, grazie alle immagini, in tutto il mondo. A novembre dell’anno scorso ha saltato la staccionata per “ottenere la sua bionda”.

Non è semplice vedere un cervo al giorno d’oggi, ma è quasi ‘impossibile’ scovarne uno come questo che, tutto contento, sorseggia birra dalle mani del suo padrone. Succede a Weihai nella provincia di Shandong in Cina. L’animale di un anno e mezzo è diventato popolare nella zona e poi, grazie alle immagini, in tutto il mondo. Sembra che sia dipendente dalla birra.

“Me ne sono accorto – spiega il proprietario della fattoria – lo scorso novembre quando ha saltato la staccionata perché avevo lasciato una bottiglia sul tavolo. Non volevo credere ai miei occhi e, visto che mi prendevano per pazzo, l’ho fotografato”.

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Cina: abusi sugli animali da intrattenimento

Da un’indagine dell’Animal Asia Foundation è emerso che nei giardini zoologici e nei parchi di Safari cinesi abbondano violenze ai danni di esemplari da spettacolo.

Alcuni animali sono risultati picchiati con bastoni e ganci in metallo e costrette a sopportare ciò che un gruppo di difesa degli animali chiama “trattamento barbaro“. Tigri e leoni, ad esempio, avrebbero denti e artigli rimossi e per questo sarebbero vittima di dolore cronico. E’ questo quanto emerge da un rapporto dell’Animals Asia Foundation che ha esaminato, in Cina, 13 parchi e zoo safari tra settembre 2009 e agosto 2010.

Quanto vien fuori dal documento è allarmante: “Un gran numero di strutture che accolgono animali in cattività in Cina sfruttano le violenze ai loro danni come una forma di intrattenimento per i visitatori“. ”Le tecniche utilizzate per forzare gli animali all’esecuzione di giochi sono crudeli e abusiva“, si denuncia. ”Degli Showmen troppo spesso colpiscono ripetutamente gli animali e abusa di loro per effettuare trucchi che vanno contro il loro comportamento naturale“, si legge nel documento. Il rapporto, diffuso ieri, poi dichiara: “Le condizioni di vita per gli animali da spettacolo non riescono a soddisfare le loro basilari esigenze di benessere. Molti degli animali non hanno accesso all’acqua“.

Si parla sopratutto di abusi su elefanti, orsi e tigri. David Neale, leader del gruppo di protezione degli animali, ha dichiarato: “C’è poco valore educativo nel vedere animali in condizioni che non riportano al loro habitat naturale. Insegnare gli animali a fare scherzi inappropriati non aiuta a promuovere il rispetto per gli animali“. La relazione ha chiesto alla Cina di vietare l’uso degli animali selvatici in performance da circo, vietare la somministrazione di prede vive per animali più grandi, e rivedere il sistema di licenze per zoo e parchi safari.

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“LA CARNE DI CANE? MEGLIO DEL GINSENG”

Yang Liwei, 44 anni, è stato il primo astronauta cinese ad andare in missione nello spazio. Nella sua autobiografia, da poco disponibile nelle librerie d’oriente, oltre al racconto di spettacolari e incredibili esperienze, c’è anche la rivelazione di un particolare sconvolgente. “Molti amici – scrive Yang – sono curiosi di sapere che cosa mangiamo quando siamo in orbita”.

E la risposta alla più banale delle curiosità sorprende tutti. “Molti pensano che gli astronauti abbiano delicatezze, come il pescecane o l’orecchio di mare. – afferma l’astronauta – Invece mangiamo cibo normale”. Principalmente pollo stufato, pesce al vapore e la prelibata carne di cane proveniente dalla provincia di Huajiang nel Guangdong, la quale, assicura Yang, è importantissima per la salute per le sue innumerevoli qualità nutritive. Un’indiretta conferma arriva dai nutrizionisti cinesi, i quali hanno stilato di proprio pugno la lista dei migliori alimenti per soggiorni nello spazio, includendovi anche tale tipo di pietanza, assolutamente fuori dal comune. Yang conclude la dissertazione ricordando un antico ma calzante proverbio mandarino il quale sostiene che “il cane di Huajiang è migliore del ginseng”. L’erba medicamentosa orientale più famosa al mondo, sarebbe solo un placebo se confrontato alle potenzialità alimentari e curative della carne canina. A riportare la notizia è il quotidiano inglese “The Telegraph”. Yang aveva preso parte alla missione “Shenzhou 5” del 2003 e il libro edito da poco concerne dettagliatamente proprio tale avventura.

Feroce il grido di protesta delle associazioni animaliste che è rimbalzato da Hong Kong, forte per colpire le istituzioni. Irene Feng, portavoce dell’organizzazione in difesa degli animali, ha ricordato che “ci sono alti rischi collegati all’allevamento, la macellazione e il consumo di cani. C’è un largo numero di malattie associate al suo commercio, come colera e rabbia, e tutte possono essere facilmente trasmesse agli umani. Inoltre, in alcune aree, soprattutto rurali, i cani sono avvelenati e soffrono una morte terribile e brutale”.

È assolutamente inconcepibile come il più caro degli animali domestici possa essere ucciso e cucinato dagli uomini. Una tradizione raccapricciante, che speriamo venga presto abolita. Soprattutto in nome di quella fedeltà e fiducia che il nostro amico canino ci ha sempre storicamente riservato.

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INTEGRATORI A BASE DI ANIMALI IN VIA D’ESTINZIONE

Una vasta operazione condotta per un intero mese in ben 18 paesi in rappresentanza dei cinque continenti, mirata al contrasto del traffico di specie protette utilizzate nel campo della medicina alternativa, è stata promossa e coordinata dall’Interpol-Enviromental Crime di Lione e condotta in Italia dai Nuclei e Servizi Cites del Corpo forestale dello Stato in sinergia con il Servizio Antifrode dell’Agenzia delle Dogane (che ha diramato un “ALERT” presso tutte le dogane italiane) e con il supporto del Traffic WWF Italia. Oltre 3.000 controlli sono stati effettuati in Italia nell’ambito dell’Operazione Tram (Traditional Medicine), presso le dogane (passeggeri, bagagli, merci, pacchi postali, container) e negli esercizi commerciali, e hanno portato al sequestro di più di 30.000 confezioni di integratori alimentari, cosmetici e prodotti utilizzati nelle medicine alternative orientali ed europee (medicina cinese, ayurvedica tibetana e indiana, fitoterapia tradizionale europea). I prodotti venivano importati direttamente da India, Cina, Taiwan, Honk Kong e Vietnam attraverso i porti di Mestre, Trieste e Napoli e gli aeroporti di Milano. Erano mescolati a partite di erbe e integratori alimentari generici e non risultavano accompagnati dai Certificati CITES previsti dalla legge. Rilevante anche l’aspetto legato alla salute, infatti, i prodotti di erboristeria e fitoterapia sono considerati dalla legge italiana integratori e sottoposti a severi controlli e a specifiche norme che ne regolamentano la composizione e l’etichettatura. Migliaia tra i preparati oggetto di sequestro presentavano invece etichette irregolari che nascondevano la presenza di sostanze derivanti da specie protette e vietate negli integratori.

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