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Taranto, cavalli infetti da herpes virus annullate le prossime giornate di corse

TARANTO – La Sifj spa, società che gestisce l’Ippodromo Paolo VI di Taranto, ha deciso di annullare le prossime due giornate di corse al trotto, in programma il 9 e il 12 novembre, in seguito alla decisione dell’Azienda sanitaria locale di sottoporre a sequestro sanitario la struttura per tre settimane. Il provvedimento di sequestro,con divieto assoluto di ingresso e uscita di cavalli, era stato adottato il 2 novembre scorso dopo che una cavalla era risultata contagiata dall’herpes virus (la rinopolmonite equina) ed era stata sottoposta ad eutanasia assistita.

L’infezione da herpes può essere combattuta con il vaccino, che però non è obbligatorio per i cavalli. «Non avendo raggiunto un numero sufficienti di cavalli partenti – spiega la Sifj in una nota – per la giornata di corse fissata per giorno 9 ed è plausibile che la stessa difficoltà possa essere riscontrata anche per la giornata di corse del 12 novembre, di comune accordo con l’Unire si è deciso di annullare le stesse giornate di corse e di programmarle subito dopo l’annullamento dell’ordinanza che finirà di avere effetto il 15 novembre». Resta invariata invece la programmazione delle altre giornate di corse a partire da quella del 16 novembre in occasione della tris nazionale.

|CorrieredelMezzogiorno|


CASO BOTTICELLE, ASSOCIAZIONI SUL PIEDE DI GUERRA: “CHE FINE HANNO FATTO I FONDI ALTERNATIVI AI CAVALLI?”

In seguito agli ultimi gravissimi episodi che hanno evidenziato la totale assenza di regole del servizio delle “botticelle” le associazioni LAV, OIPA, NO ALLA CACCIA e AVA rinnovano al Sindaco Alemanno la richiesta di disposizioni risolutive in tema di tutela del benessere degli animali, di sicurezza stradale, di legalità e di immagine turistica della città di Roma.
Le associazioni chiedono cosa ne sia stato dell’impegno preso un anno fa dall’Assessore De Lillo per dare avvio al progetto delle “botticelle elettriche” e ribadiscono l’urgenza di procedere alla sostituzione definitiva e obbligatoria di tutte le attuali botticelle a trazione animale con carrozze a trazione elettrica, nonché l’attuazione di un programma di ricovero dei 90 cavalli presso strutture idonee che possano garantire un’adeguata pensione a questi animali.
Le associazioni chiedono infine chiarimenti in merito al diniego dell’assessore De Lillo a ricevere una delegazione per la consegna ufficiale delle oltre 5.000 firme raccolte per l’abolizione del servizio delle botticelle.

E’ trascorso un anno da quando, nell’ottobre 2009, il Comune approvava con una Memoria di Giunta, nel bilancio di competenza del Dipartimento X, 547.500 euro per la realizzazione di una prima flotta di 10 “botticelle elettriche”, omologate e funzionanti su strada. Ad oggi non solo non vi è traccia delle annunciate carrozze elettriche ma il servizio delle botticelle ha continuato a operare nella totale illegalità, senza un prezziario né ricevute fiscali, vittime i turisti che si sono visti costretti a pagare – come evidenziato anche dal recente servizio de Le Iene – centinaia di euro per una sola ora di passeggiata.
Le associazioni LAV, OIPA, NO ALLA CACCIA e AVA evidenziano che anche qualora il prototipo elettrico di botticella romana fosse realizzato, esso, così come ribadito esplicitamente dall’assessore De Lillo, affiancherà e non sostituirà la botticella classica. Se l’utilizzo della botticella elettrica sarà prospettato solo come facoltà e su richiesta dei vetturini, nessuno dei diretti interessati abbandonerà mai il cavallo. Questa poca fermezza dell’Amministrazione nel procedere alla risoluzione del problema determinerà dunque un vergognoso spreco di risorse: le botticelle elettriche rischierebbero di rimanere parcheggiate in un angolo, inutilizzate.
Le associazioni denunciano che nulla è migliorato nemmeno sul fronte sul fronte delle infrazioni al Codice della Strada e al Regolamento comunale sulla Tutela degli Animali, in vigore dal 2005, complici l’assenza o la frequente distrazione dei vigili preposti ai controlli. Le botticelle operano in un’area circoscritta, centralissima, e per questo già presidiata dalla Polizia Municipale. Eppure, troppo spesso, nell’ultimo anno sono stati i semplici cittadini, tra cui anche i volontari delle suddette associazioni, a segnalare infrazioni a dir poco eclatanti. Le poche misure introdotte, benché ovviamente positive, non rappresentano di certo un passo avanti per la liberazione dei cavalli dalle carrozze e per l’evoluzione del servizio verso forme di turismo più sostenibili e rispettose degli animali.
Nuove stalle a Villa Borghese, autombulanza, qualche strada vietata, infine il prezziario e il tassametro recentemente annunciati (ma non deliberati) dall’Assessore Marchi sono tutti palliativi che non risolvono il problema e confermano anzi l’intenzione dell’Amministrazione comunale di voler mantenere ancora a lungo un’attrazione turistica del tutto incompatibile con le attuali condizioni di traffico cittadino.
LAV, OIPA, NO ALLA CACCIA e AVA ritengono urgente e improcrastinabile affrontare in modo concreto il problema delle botticelle attraverso il passaggio obbligatorio alla carrozza elettrica e un programma che preveda il ricovero dei cavalli in strutture atte ad assicurarne il benessere ed il meritato pensionamento, dopo una faticosa vita di lavoro, per il quale, si ricorda, le stesse hanno più volte segnalato strutture disposte ad accogliere gli animali.
LAV, OIPA, NO ALLA CACCIA e AVA rivolgono nuovamente un accorato appello al Sindaco e ai suoi Assessori De Lillo e Marchi affinché tengano conto, se non delle ragioni dei cavalli, almeno di quelle delle migliaia di persone, romani e turisti, che hanno sottoscritto la petizione congiunta di 14 associazioni.
Si chiedono in particolare per quale motivo l’Assessore De Lillo, nonostante il problema sia di evidente gravità e sempre più all’attenzione dei media nazionali, non abbia acconsentito (come da lettera allegata) a ricevere una delegazione per la consegna ufficiale delle firme raccolte, come richiesto dalle associazioni promotrici.
Le suddette associazioni confidano in un ripensamento dell’Assessore De Lillo e in un atteggiamento più collaborativo dell’amministrazione, che dovrebbe dimostrare maggior rispetto e attenzione nei confronti di una richiesta, lecita ed espressa in maniera civile e pacifica, dei cittadini romani.

|Animalieanimali.it|


Liguria: salvataggio in ‘extremis’ per una cavalla

Da mesi il nostro Settore Tutela Equini si sta occupando di questi cavalli bradi, unitamente alla dottoressa Paola Marinari dell’ Associazione  “un Cavallo per amico”, i cavalli lasciati incautamente da allevatori, hanno potuto riprodursi e riacquistare quasi una vita allo stato naturale, peccato che il parco che tocca diversi comuni della Provincia di Genova, e che i cavalli avvicinandosi troppo alle case e alle strade erano diventato un pericolo per la cittadinanza, da li la movimentazione che ha poi portato ad un protocollo d’intesa con il ministero della salute, la Regione Liguria, i Comuni interessati, l’Associazione un Cavallo per amico, l’ ANPANA e altri.

 

La segnalazione è partita da alcuni cittadini che hanno visto correre la cavalla con un filo d’acciaio legato ad una zampa, ed hanno così compreso che l’animale era in pericolo, così il Sindaco del Comune di Ne, competente per territorio ha attivato i soccorsi veterinari, e informato l’ ANPANA di quello che stava accadendo.

 

L’animale è stato raggiunto da un Veterinario, sedato e subito microchippato per gli opportuni riconoscimenti futuri, e così la scoperta del fatto che la cavalla è ferita ad un arto, causa un laccio d’acciaio messo dai bracconieri per catturare i cinghiali, quindi ferita e stressata la Cavalla si è rifugiata in un posto pericoloso e inaccessibile.

 

Luca Casati Responsabile Nazionale del Settore Tutela Equini, congiuntamente a Paola Marinari, ha chiesto subito l’intervento del Comando Provinciale dei  Vigili del fuoco di Genova, che sono intervenuti prontamente con un elicottero per recuperare la cavalla, il salvataggio è condizionato dalle avverse condizioni meteo.

 

in queste ore il salvataggio è in atto, speranzosi che tutto vada per il meglio, anche la troup di striscia la notizia sempre attenta anche a queste cose, sta seguendo in diretta l’avvenimento.

 

Con l’occasione si vuole ringraziare i Vigili del Fuoco di Genova, e il Sindaco del Comune di Ne per il celere intervento.

 

|ANPANA onlus Ufficio stampa|


La Selva vince la prova del Palio di Siena

SIENA – La contrada della Selva, col fantino Alberto Ricceri detto Salasso sul cavallo Indianos, ha vinto questa mattina la seconda prova in vista del Palio di Siena che si correrà il prossimo 16 agosto. La prima prova, che si doveva tenere ieri sera, non si è corsa a causa della forte pioggia che, dopo aver ritardato l’assegnazione dei cavalli, ha reso impraticabile piazza del Campo per lo svolgimento.

Il rischio di precipitazione, che permane in vista di questo pomeriggio, aveva messo a rischio anche la prova di stamani. Alla ‘mossa’, Civetta, Giraffa e Onda sono partite davanti a tutti. La contrada della Civetta ha tenuto la testa per un giro e mezzo, prima di farsi superare dopo il secondo Casato dalla Selva, che poi ha chiuso prima. Le condizioni del tufo hanno consigliato ai fantini andature non particolarmente alte.

|ANSA|


Bambini down accudiscono 21 cavalli salvati da macello

La cura quotidiana di cavalli salvati dal macello, come momento di integrazione e socializzazione tra i bambini «normali» e quelli disabili o con difficoltà comportamentali. È l’obiettivo del progetto «Giocando cavalcando», curato dall’associazione sportiva dilettantistica l’Unicorno, dall’Associazione genitori Perugia – Corciano e da «Uno in più», Associazione sindrome di down Corciano. Il vicepresidente della Provincia di Perugia, Aviano Rossi, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa visitando la scuderia l’Unicorno di Corciano, dove si trovano i 21 cavalli, tutti animali che erano stati destinati alla macellazione, perchè malati, anziani o semplicemente abbandonati, utilizzati oggi per la socializzazione tra bambini.

DAI 4 AI 12 ANNI – «Il progetto è un esempio positivo di come sia possibile conciliare un’attività di sensibilizzazione nei confronti degli animali con l’educazione dei bambini», ha affermato Rossi. L’ideatrice del progetto, Katia Brozzi, ha spiegato come «i piccoli, con un’età che va dai 4 ai 12 anni, sono coinvolti nelle molteplici attività che riguardano la vita del cavallo, come dargli da mangiare, spazzolarli o pulire le loro selle; un percorso, che permette di costruire un rapporto basato sulla conoscenza e sul rispetto dell’animale».

|Agi – corriere.it|