AGAINST ANIMAL CRUELTY

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INCENTIVO DA 500 EURO A CHI ADOTTA UN RANDAGIO A MONTALBANO JONICO

Il Comune di Montalbano Jonico (Matera) eroghera’, a titolo di incentivo, 500 euro all’anno, per un biennio, ai cittadini che adotteranno un cane da ospitare in campagna in azienda di proprieta’ o che abbiano spazi idonei in zona rurale per farlo. Lo ha reso noto l’assessore comunale all’ambiente, Francesco Chita.
Il provvedimento, si legge in un lancio ANSA, ha l’obiettivo di contenere il fenomeno del randagismo, migliorare la qualita’ della vita degli animali e ridurre i costi di gestione per il mantenimento di circa 100 cani, che ammontano a 100 mila euro all’anno.
L’iniziativa non è più tanto originale se si pensa ai precedenti. A luglio di quest’anno, il consiglio comunale di Fara San Martino (Chieti) ha approvato un provvedimento che prevede la concessione di un contributo annuo di poco inferiore ai 400 euro a tutte le famiglie che decidono di adottare un cane randagio accalappiato sul territorio del paese.
Lo scorso maggio, invece, l’assessorato ai servizi sociali del Comune di Montefalco (Perugia) ha predisposto per la prima volta nella storia della giunta locale un fondo per i residenti che decidano di adottare un cane.
|AnmviOggi.it|

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Allarme spiaggiamento delfini: Università di Bari sta studiando le cause

MOLFETTA – Continuano senza sosta gli spiaggiamenti di delfini sulla nostra costa. Dopo alcuni esemplari di cui si è avuta notizia nelle scorse settimane, qualche giorno fa i volontari del Wwf Molfetta hanno rinvenuto la carcassa di un giovane esemplare di circa 185 centimetri di lunghezza, portata dalle mareggiate dei giorni scorsi. Il ritrovamento è avvenuto in località Gavetone, in una zona a confine tra Giovinazzo e Molfetta.

IL DELFINO – L’esemplare, già in stato di decomposizione, non presentava, a prima vista, problemi generati da danni esterni come, ad esempio, urto contro imbarcazioni e/o reti. Sono stati prontamente allertata la Capitaneria di Porto e chiesto l’intervento dei medici veterinari dell’Asl per i dovuti accertamenti. Sulla base dei continui spiaggiamenti di delfini e tartarughe diventa sempre più urgente conoscere le cause dei decessi al fine di salvaguardare le specie in questione. Proprio in quest’ottica il centro di recupero tartarughe marine del Wwf Molfetta, ha avviato due programmi di ricerca che vedono la collaborazione dell’Università La Sapienza di Roma e la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari.

L’OSSSERVATORIO – Il primo prevede l’osservazione sistematica dell’attività comportamentale delle tartarughe in cattività in fase di alimentazione, studio curato da Anna Maria Pepe, veterinario del centro. Il secondo programma di ricerca è incentrato sul recupero di materiale bioptico, sia su esemplari vivi sia sulle carcasse, nonché dell’analisi di campioni di parte di cibo prelevati, con una sofisticata tecnica messa a punto dal prof. Antonio Di Bello dell’Università di Bari, da tartarughe appena recuperate. Verranno analizzate anche le feci degli esemplari in osservazione. Il tutto al fine di studiare gli aspetti dell’inquinamento nell’alimentazione degli animali marini. La tecnica messa punto dal professor Di Bello viene già utilizzata nel Centro Wwf di Lampedusa è sarà messa in atto nel centro molfettese che, proprio in questi giorni, ha ottenuto dall’Amministrazione Comunale un notevole, indispensabile, ampliamento delle strutture logistiche.

IL WWF – «Il centro di recupero del Wwf Molfetta – ha dichiarato il responsabile Pasquale Salvemini – diventa sempre più un polo d’eccellenza regionale, come dimostrano le sinergie avviate con il mondo scientifico, le Asl e tutte le forze di polizia”. Intanto nella scorsa settimana altre cinque tartarughe sono state recuperate, durante battute di pesca, nelle acque di Manfredonia e sono state affidate alle cure dei volontari del centro molfettese».

|Corriere del Mezzogiorno|

BIMBO ‘CAVALCA’ UNA TIGRE: VIDEO ACCENDE POLEMICHE SU WEB

Un video, girato in una “remota provincia del Laos”, sta dividendo il web. La clip vede un bambino che ‘cavalca’, adagiato sul dorso, una tigre, e senza alcuna paura, come se ci fosse estrema confidenza tra il bambino e l’animale: e c’è già chi scomoda Mowgli e il Libro della Giungla. Il dubbio degli internauti sta nella veridicità del video: può davvero essere possibile che un bambino così piccolo possa ‘viaggiare’ a cavallo di una tigre? I dubbi, soprattutto per alcune stranezze, sono legittimi: potrebbe essere un esempio di viral marketing, ma potrebbe anche essere realistico.

|Leggo.it|

IMPICCA CANE DA UN PONTE: 49ENNE CONDANNATO

Una pena un po’ troppo leggera è stata inflitta a Michael Evans, 49enne di Manchester. Evans, dopo essersi ubriacato, è tornato a casa e si è accorto che il suo cane aveva mangiato la sua cena e messo sotto sopra la cucina: arrabbiato e confuso, lo ha barbaramente ucciso, impiccandolo, nel cuore della notte, da un ponte sul fiume Irwell. L’uomo, messo sotto processo, ha subito ammesso le sue colpe, dichiarandosi colpevole, ed è stato condannato a poco più di due mesi (10 settimane) di carcere e gli è stato vietato di avere animali domestici per i prossimi 10 anni. “Quel cane ha sofferto tantissimo prima di morire, è stata una morte atroce per lui –  ha detto Caroline Hall, ispettrice dell’ente per la protezione animali britannica – siamo contenti che il giudice abbia affrontato questo caso con la giusta severità”.

|Leggo|

ORSO BEVE COCACOLA E MUORE… (video)

In un vecchio spot natalizio della Coca Cola, alcuni orsi polari bevevano con avidità la bevanda gassata più famosa del mondo. Da allora, un numero spropositato di orsi è diventato vittima del disumano divertimento dei turisti. Come, ad esempio, questo povero animale in uno zoo in Azerbaigian, debole e morente, che stringe una bottiglia di Coca Cola e poi inizia a berla, tra le risate dei visitatori che lo riprendono con un telefonino. Il Sun ha pubblicato la clip, raccontando che l’orso, che non era affatto in buona salute, dopo qualche giorno e morto: ora al suo posto c’è un altro orso, che diventerà anch’egli, con ogni probabilità, bersaglio dei crudeli turisti. “E’ stato solo un caso isolato”, hanno assicurato dallo zoo, situato a Gabala, nel nord dell’ex repubblica sovietica; gli animalisti hanno commentato duramente l’accaduto, bollandolo come “scioccante” e “disumano”. “E’ una crudeltà incredibile, disumana”, ha detto Terry Nutkins, esperto di animali.

 

|Leggo|