AGAINST ANIMAL CRUELTY

Vivisezione

ALTRA VERGOGNA EUROPEA, ORA I RANDAGI POSSONO ESSERE CAVIE

(di Oscar Grazioli)

La nuova legge approvata ieri a Strasburgo: ha vinto la lobby degli industriali. La legge di revisione, 25 anni dopo, garantisce ancora poco gli animali.

Inutile che ci giriamo intorno. Dobbiamo avere il coraggio di dirlo chiaramente: le lobby industriali hanno vinto e noi, che abbiamo lottato per avere una legge europea, adeguata al terzo millennio, abbiamo perso. D’altronde, di solito, è chi ha i cordoni della borsa in mano che vince le battaglie. Certo, nessuno era così ingenuo da pretendere che la sperimentazione animale fosse abolita, quando, ancora buona parte di rossetti e cremine antirughe vengono spalmati per mesi sulle cornee di ratti e conigli, prima di affrontare la suprema prova di labbra e guance umani. Certo, nessuno si aspettava stravolgimenti epocali, da una legge che, come la stragrande maggioranza di quelle europee dice e non dice, consiglia ma non sancisce e soprattutto indica, ma subito dopo, deroga. Chi si aspettava la sterzata decisiva o è ignorante in materia o è un illuso.

Faccio due chiacchiere al telefono con il Dr. Tettamanti, uno dei responsabili scientifici della Lega antivivisezionista e caro amico per le tante battaglie combattute assieme dalla stessa parte. Ciò che ci accomuna, ancora una volta, è la delusione, è la vergogna di vedere scritto su un testo redatto un quarto di secolo dopo (la legge in revisione era del 1986), che è lecito sperimentare ancora sui primati, che è lecito infliggere il dolore più devastante laddove necessario (sic), che è lecito sottoporre ad altri esperimenti chi è già sopravvissuto al gelido bancone di marmo, che è lecito evitare l’anestesia. Tutto questo, come se un quarto di secolo fosse passato inutilmente, come se personaggi di altissima levatura scientifica nel mondo non avessero affermato che è ormai tempo di abbandonare ratti, cani e anfibi, per passare a modelli sostitutivi eticamente più accettabili, ma soprattutto meno fuorvianti per la stessa salute umana.

A Strasburgo, ieri mattina, si è assistito alla vergogna di chi, in dieci minuti, ha licenziato una legge medievale, perché «c’è differenza tra la dignità degli animali e quella degli esseri umani», perché «ci sono gerarchie che vanno osservate», perché «non sono giusti i controlli che ostacolano la ricerca», perché «non dobbiamo nuocere agli interessi dell’industria». A Strasburgo, alle 12 di ieri, gli europarlamentari erano quasi tutti affamati, non come lupi, ma come uomini rapaci, in attesa delle sontuose portate con le quali l’industria farmaceutica e chimica avrebbe satollato ben presto i loro ventri senza fondo. Dieci minuti e via. Niente rinvii (chiesto dalla nostra Sonia Alfano), niente emendamenti (per nulla estremisti) proposti dai Verdi, chissenefrega delle quasi 100.000 firme contro quel testo di legge, degli appelli di ministri (Brambilla, Frattini), di scienziati di caratura mondiale (Veronesi) di personaggi del mondo culturale ed editoriale (Feltri, Tamaro, Maraini, Zeffirelli) e di tutti quelli che non riesco a citare per mere ragioni di memoria, di spazio e di rabbia, che mi offusca un po’ la mente.

Ma come ho scritto appena sopra, lecita è la vergogna, ma non la tragedia. La partita è ancora lunga e si sposta sui terreni nazionali e un’altra battaglia, sulla quale sono ottimista, è già all’orizzonte.

Diceva Bernard Shaw che «non si deve valutare se un esperimento sull’animale è giustificato o meno, semplicemente dimostrando che è di una qualche utilità. La distinzione non è tra esperimenti utili ed inutili, ma tra comportamenti barbari e civili. La sperimentazione su animali è un male sociale perché anche se comportasse un avanzamento del sapere umano, lo otterrebbe a spese dell’umanità delle persone». Crediamogli.

|Il Giornale|


PROF PENSA A SEZIONARE CONIGLI, PRESIDE RITRATTA

Un professore di Scienze lancia l’idea di fare esperimenti in classe sui conigli, per spiegare l’anatomia. Alcuni studenti si ribellano e parlano di una pratica vietata da una circolare ministeriale. La notizia suscita le proteste degli animalisti, che si allarmano: “No alla vivisezione sui banchi” dicono. Il preside smentisce l’intenzione: “La vivisezione riguarda animali vivi, mentre l’idea di utilizzare un coniglio già morto per sua sorte è altro. In ogni caso l’idea era e sarebbe rimasta tale”.

La vicenda riguarda un liceo scientifico-sociopedagogico del Trentino, l’Alcide Degasperi, a Borgo Valsugana. Il professore in questione, Paolo Carli, risulta avere parlato di esperimenti coi conigli lunedì, chiedendo se qualcuno riuscisse a procurarsene. L’opposizione di qualche studente l’aveva però portato a puntualizzare che si trattava di un’idea e tale sarebbe rimasta. I ragazzi si erano ribellati anche citando una circolare del ministero della Pubblica istruzione, che si riferisce alla disciplina delle sperimentazioni sugli animali.

Gruppi ambientalisti, appresa la notizia, sono entrati in azione. Uno striscione contro il professore e manifesti per la ‘Liberazione animale’ sono stati affissi stanotte sui muri della scuola. Ne hanno dato poi conto in internet, sul proprio sito, http://www.centopercentoanimalisti.com. In giornata intanto sono entrati in campo anche gli Animalisti italiani onlus, con una dichiarazione del presidente, Walter Caporale, che ha affermato: “Se per conoscere l’anatomia degli animali il professore chiede agli alunni un coniglio da vivisezionare. Per conoscere la crudeltà degli uomini chiedo di vivisezionare il professore degli orrori”.

“Il fatto non sussiste” è stata la secca replica del dirigente scolastico del Degasperi, Paolo Pendenza, che si è dichiarato stupito di come i fatti siano stati “mal interpretati. Di vivisezione – ha puntualizzato – non si è parlato, quindi non capisco che cosa riguardino le proteste degli animalisti. Comunque mi chiedo: quanti conigli vengono uccisi per essere mangiati?”.

“Il docente – ha spiegato il preside – aveva ipotizzato un esperimento su di un coniglio morto, che in ogni caso non verrà fatto, innanzitutto per motivi igienico-sanitari legati al portare un coniglio in classe. Il concetto di vivisezione è molto lontano da tale ipotesi, al di là del fatto che l’esperimento non avrebbe violato alcuna delle norme, recepite dal ministero della Pubblica istruzione, che tutelano gli animali nelle sperimentazioni”.

(ANSA)


COMITATO BIOETICA, ALTERNATIVE A VIVISEZIONE

Istituzione di Comitati Etici per la sperimentazione animale con la presenza di un membro esterno esperto in bioetica e auspicio di un miglior coordinamento a livello internazionale per lo sviluppo e la convalida di metodi alternativi. Sono alcune delle raccomandazioni contenute nel parere dedicato alle ”Metodologie alternative, Comitati etici e l’obiezione di coscienza alla sperimentazione animale”, approvato dal Comitato Nazionale per la Bioetica, presieduto da Francesco Paolo Casavola, riunito in commissione plenaria.

Il documento chiede inoltre di dare piena attuazione alla legge 12/10/1993, n.413 ”Norme sull’obiezione di coscienza alla sperimentazione animale”, che riconosce (art.1) ai cittadini italiani il diritto di dichiarare la propria obiezione di coscienza alla sperimentazione animale e che vengano istituiti insegnamenti di metodologie alternative a livello universitario.

Il testo parte dalla condivisione del modello delle 3R (rimpiazzamento, riduzione e raffinamento delle metodologie usate per la sperimentazione animale), in linea con la ”Proposta di Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici” e con i principali documenti internazionali in materia.

In appendice al documento, sono stati pubblicati i risultati di un’indagine condotta dal CNB tra le facolta’ scientifiche delle Universita’ italiane (medicina, farmacia, scienze, veterinaria, biotecnologie) ottenendo, da tutte, risposte che hanno consentito di monitorare lo stato di applicazione della legge.

(ASCA)


IL GATTO ROBERT RILASCIATO DALLA VIVISEZIONE

La foto e la storia del gatto Robert hanno commosso il mondo intero ed hanno aperto gli occhi su una realtà a molti sconosciuta. L’OIPA si era fatta voce di Robert e di tutti gli animali che stanno soffrendo nello Utah ed aveva predisposto un Appello per gli Animali in cui chiedeva all’Università di porre fine agli esperimenti su cani e gatti randagi. Pochi giorni dopo avere lanciato l’Appello, abbiamo ricevuto conferma che l’Università dello Utah (USA) ha disposto il rilascio di Robert, il quale verrà dato in adozione ad una famiglia che si prenderà cura di lui. La liberazione di Robert è il più bel regalo che si possa ricevere: dopo tanto dolore ora potrà avere cure, amore e dire addio alla gabbia del laboratorio.

Questa bellissima prima vittoria è stata resa possibile grazie a tutti coloro che hanno sostenuto il nostro Appello per gli Animali: pochi istanti del vostro tempo possono cambiare realmente la vita degli animali. Robert ne è l’ennesima prova!

Il nostro cuore è colmo di gioia per Robert ed il nostro lavoro continua per tutti gli altri animali che stanno soffrendo nello Utah. Scienza, ricerca, sperimentazione non giustificano mai tali sacrifici. (animalieanimali.it)


Fido e zio Walter

L’articolo che in seguito vi ripropongo, non è certo nuovo a chi si occupa, o segue, il mondo della sperimentazione animale, tra l’altro, è stato pubblicato chissà quante volte su svariati siti.

Il testo in questione, è una celebre campagna di Equivita (Movimento scientifico anti vivisezione), sempre bellissima per la sua semplicità ed efficacia comunicativa.

La sperimentazione animale è una frode scientifica

Se Fido, il tuo cane, si ammalasse e stesse morendo, credi che sarebbe scientificamente possibile trovare una cura per lui sperimentando sul tuo sanissimo zio Walter?
Lo trovi ridicolo? Certo che lo è!
Eppure l’industria biomedica ed i suoi potenti alleati sono riusciti a convincere milioni di persone – anche le più intelligenti tra noi – che sia possibile trovare delle cure per le malattie umane sperimentando su animali sani.

La sperimentazione animale è una frode scientifica perché:
Ogni specie animale è un’entità diversa, sia in termini di biomeccanica che di biochimica. Le specie animali non sono differenti solo dagli esseri umani, ma anche tra loro: nella loro anatomia, fisiologia, immunologia, genetica ed istologia (e perfino nella struttura cellulare di base). Il cane è diverso dal gatto, che è diverso dal ratto, che è diverso dal topo; e ognuno è diverso dall’uomo. Ogni specie animale reagisce alle sostanze chimiche in maniera diversa: L’aspirina uccide i gatti e la penicillina uccide le cavie, che però possono tranquillamente mangiare la stricnina, uno dei veleni più letali per l’uomo, così come le pecore l’arsenico, e la lista potrebbe continuare all’infinito. Di conseguenza, sostanze molto utili per l’uomo sono state messe da parte, per anni, in quanto dannose agli animali, e moltissimi farmaci, considerati “sicuri” sulla base di esperimenti condotti sugli animali, sono stati poi ritirati dal commercio per avere causato nell’uomo gravi danni alla salute. In Italia, negli ultimi anni, sono stati ritirati migliaia di prodotti farmaceutici.
Le malattie dell’uomo non possono essere riprodotte negli animali – in realtà neanche nell’uomo – perché la malattia riprodotta è artificiale e diversa da quella che il corpo produce spontaneamente. Un esempio: se tu non hai l’epilessia, nessuno te la può far venire, e ancora meno la si può procurare ad un animale. In alcuni casi si possono ricreare dei sintomi della malattia, come le convulsioni, ma mai la malattia vera e propria. Fanno eccezione le malattie infettive, ma gli animali non contraggono quelle umane (infatti non è mai stato possibile, nei laboratori, contagiare di AIDS umano un solo animale). Tra le mille differenze che ci dividono dagli animali, vi sono anche quelle dei sistemi immunitari: i ratti vivono nelle fogne, i cani bevono l’acqua delle pozzanghere ed i gatti si leccano via la sporcizia dal corpo, senza ammalarsi!
Chi sperimenta sugli animali dice che sono abbastanza “simili” all’uomo. Ma in termini di vera scienza, il concetto di “simile” è del tutto privo di valore. Se qualcuno ti dicesse che nella stanza accanto non c’è ossigeno, ma un gas molto “simile” all’ossigeno, ci entreresti? Se ti servisse una trasfusione di sangue, e qualcuno ti dicesse che c’è una sostanza molto “simile” al sangue umano (come il sangue di scimpanzé), lo accetteresti? Se ti dicessi che i miei numeri del lotto sono molto “simili” ai numeri vincenti, ti congratuleresti con me?
Ti chiederai per quale ragione, allora, le sostanze destinate all’uomo vengono ancora sperimentate sugli animali. Lo si fa per favorire le carriere scientifiche basate sul numero di “pubblicazioni” prodotte e soprattutto le industrie. La sperimentazione animale fornisce ai produttori, oltre ad una eventuale tutela giuridica, la possibilità di selezionare la risposta, variando la specie animale o le condizioni dell’esperimento. Ciò consente, in un’ottica di profitto che non ha certo come fine la nostra salute, la commercializzazione di migliaia di farmaci, spesso inutili e talvolta dannosi.
L’attuale ricorso alle manipolazioni genetiche, per superare le differenze tra uomo e animale con la creazione di animali transgenici nei quali sono stati immessi geni umani, mostra ancora una volta l’irresponsabilità dell’ambiente scientifico che non vuole valutare le gravi conseguenze, pur spesso denunciate, di tali azioni; e mostra anche la sua ostinazione nel perseverare in una strada errata. Infatti con il tentativo di “umanizzare” l’animale da laboratorio (che resterà differente dall’uomo in tutte le sue altre caratteristiche) si ammette apertamente il fallimento della ricerca fatta con gli animali.
Dopo più di cento anni di massiccia e costosissima ricerca basata sulla sperimentazione animale, pur essendo cambiate sia le malattie che i loro decorsi, il numero dei malati non si è ridotto. Lungi dal trovare cure per i “mali del secolo”, stiamo perdendo terreno nella lotta contro il cancro, le malattie cardiovascolari, il diabete, l’AIDS, la distrofia muscolare, la sclerosi multipla, la sindrome di Alzheimer e le malformazioni, per citarne solo alcune. Ed inoltre le malattie iatrogene (prodotte da farmaci), sono sempre più presenti. La spesa sanitaria dei Paesi industrializzati sta diventando un onere insostenibile e tutte le nazioni sono costrette, per questo, a ridurre l’assistenza sanitaria pubblica
In tutto il mondo è in rapida crescita il movimento di Medici e Scienziati che si battono per l’abolizione della sperimentazione animale, metodo di ricerca che ha sempre usurpato all’osservazione clinica il merito delle conquiste scientifiche del passato, che ha ostacolato il progresso della medicina e che è causa di una sperimentazione incontrollata sull’uomo. Questo movimento, rappresentato in Italia dal Comitato Scientifico Antivivisezionista, si batte per una medicina che abbia basi scientifiche e che si serva della prevenzione, della ricerca clinica e soprattutto della logica e del buonsenso.
La scelta non è tra un bambino e un topo.
La scelta è tra vera scienza e falsa scienza.