AGAINST ANIMAL CRUELTY

Randagismo

INCENTIVO DA 500 EURO A CHI ADOTTA UN RANDAGIO A MONTALBANO JONICO

Il Comune di Montalbano Jonico (Matera) eroghera’, a titolo di incentivo, 500 euro all’anno, per un biennio, ai cittadini che adotteranno un cane da ospitare in campagna in azienda di proprieta’ o che abbiano spazi idonei in zona rurale per farlo. Lo ha reso noto l’assessore comunale all’ambiente, Francesco Chita.
Il provvedimento, si legge in un lancio ANSA, ha l’obiettivo di contenere il fenomeno del randagismo, migliorare la qualita’ della vita degli animali e ridurre i costi di gestione per il mantenimento di circa 100 cani, che ammontano a 100 mila euro all’anno.
L’iniziativa non è più tanto originale se si pensa ai precedenti. A luglio di quest’anno, il consiglio comunale di Fara San Martino (Chieti) ha approvato un provvedimento che prevede la concessione di un contributo annuo di poco inferiore ai 400 euro a tutte le famiglie che decidono di adottare un cane randagio accalappiato sul territorio del paese.
Lo scorso maggio, invece, l’assessorato ai servizi sociali del Comune di Montefalco (Perugia) ha predisposto per la prima volta nella storia della giunta locale un fondo per i residenti che decidano di adottare un cane.
|AnmviOggi.it|

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STERILIZZAZIONE GRATUITA PER I CANI MA L’ORDINE DEI VETERINARI SI OPPONE

L’iniziativa del Comune di Manduria di sterilizzare gratuitamente i cani microcippati che vivono in casa dei manduriani, non piace al presidente dell’Ordine dei medici veterinari della provincia di Taranto che muove delle critiche che non piaceranno agli animalisti locali. Pur riconoscendo «l’efficacia delle campagne di sterilizzazione quale mezzo di lotta e prevenzione del randagismo – scrive il presidente Antonio Di Bello – ritengo sia doveroso riportare alcune considerazioni sui criteri e le modalità di realizzazione di tale iniziativa».
Partendo dal presupposto «delle difficoltà economiche che da sempre accompagnano la lotta la randagismo, perché – si chiede il presidente dei veterinari jonici – non ottimizzare la disponibilità e le risorse offerta dal comune di Manduria implementando la sterilizzazione dei cani randagi vaganti o quelli ospitati nei canili?». L’appunto del tarantino Di Bello è chiaro? Se il comune ha soldi da spendere, perchè non investirli sulle cagne randagie che solo il vero dramma della questione? Se poi la situazione del territorio è sotto controllo, continua provocatoriamente il presidente dell’ordine dei veterinari, perché allora «non orientare tali generose disponibilità su altri comuni limitrofi dove il problema randagismo potrebbe essere più sentito?».
La seconda critica è ancora più puntigliosa e riguarda l’economia delle famiglie e il diritto allargato a tutti di ricevere la prestazione gratuita. «La possibilità di aderire all’iniziativa – fa notare il dottor Di Bello -, sarebbe estesa indistintamente a tutti i proprietari di cani residenti a Manduria indipendentemente dalle condizioni economiche degli stessi. Tal possibilità, pur non volendosi soffermare sull’opportunità di perequazioni a carattere sociale, potrebbe portare i cittadini non bisognosi ma maglio informati a fruire dell’iniziativa e altri con difficoltà economiche a restare esclusi, visti anche i tempi ristretti dell’iniziativa. Come effetto – prosegue il veterinario – so avrebbe che i primi, pur potendo, eviteranno di rivolgersi ai veterinari liberi professionisti del territorio e i secondi, in caso di gravidanze indesiderate dei propri animali, possano essere più portati all’abbandono dei cuccioli a causa delle loro difficoltà».
C’è poi l’aspetto della concorrenza sleale tra veterinari locali e quelli ospitati dall’associazione che si occuperà delle sterilizzazioni promosse dal comune. «Se sterilizzare gratuitamente randagi dei canili è opera lodevole – fa sapere il presidente Di Bello – farlo allo stesso titolo su cani di proprietà lascerebbe intravedere violazioni in merito a lealtà nella concorrenza e correttezza professionale». Se invece questi interventi che devono essere eseguiti da veterinari di altre regioni, prevedono compensi, allora il presidente dei veterinari della provincia di Taranto si chiede «come mai non si è pensato di rivolgersi a professionisti del posto che, con uguale capacità e competenza, avrebbero portato a termine la campagna di sterilizzazione in tempi più adeguati e in modo più capillare?». Infine la stoccata finale. «Resta la consapevolezza dei sicuri effetti negativi che l’iniziativa, così condotta, avrà sulle attività lavorative dei colleghi liberi professionisti del territorio, cosa che ritengo possa essere, in qualità di rappresentante dell’Ordine dei medici veterinari, motivo di lecita preoccupazione».

|La Voce di Manduria|


”Incenerire i cani contro il randagismo”, proposta choc di consigliere regionale Pdl

E’ polemica sulle dichiarazioni, apparse ieri sul quotidiano l’Unione Sarda, di un consigliere regionale del Pdl, Gianfranco Bardanzellu, che ha proposto “di incenerire i cani per risolvere l’emergenza randagismo nel Comune di Olbia e nell’intero territorio della Regione Sardegna”.

Sconcerto è stato espresso dal sottosegretario alla Salute, con delega alla medicina veterinaria, Francesca Martini, che si è detta “profondamente indignata per una proposta così incivile”. Il sottosegrtario ha poi ricordato che ”nel nostro Paese l’uccisione degli animali d’affezione è un reato sanzionato penalmente”.

“Le leggi dello Stato di tutela dei cani – sottolinea in una nota la Martini – puniscono chi li abbandona, maltratta e uccide. Ritengo indispensabile ribadire che il dovere dei rappresentanti delle istituzioni, come dello stesso consigliere Bardanzellu, è quello di far rispettare le norme vigenti e non istigare a commettere reati, dimostrando una totale ignoranza delle leggi di cui dovrebbe essere garante”.

Per il sottosegretario, il problema del randagismo “non si può risolvere attraverso incivili mattanze di cani. Il randagismo è invece frutto delle inadempienze, della mancanza di controlli, dell’assenza di un’anagrafe canina efficiente e di seri interventi di sterilizzazioni. Invito il Consigliere Bardanzellu a farsi invece promotore in Sardegna, in collaborazione con l’assessorato regionale alla Salute, di un concreto programma. Tutti coloro che hanno a cuore gli animali, e in Sardegna sono moltissimi, contino sul mio personale impegno contro proposte di legge che possono solo far sprofondare il nostro Paese nel terzo mondo”, conclude la Martini.

Si dice ”sdegnata” dalla proposta del consigliere regionale sardo anche Pamela Prati, la soubrette sarda divenuta famosa sul palcoscenico del Bagaglino. ”E’ vergognosa. Come è possibile dire o solo pensare una cosa del genere?”

”Sono d’accordo – sottolinea – con quanto affermato dal sottosegretario alla Salute, con delega alla medicina veterinaria, Francesca Martini. Prima cosa è contro la legge. C’è la galera per chi abbandona gli animali e per chi li ammazza. Io sono sarda e so che per fortuna la maggior parte dei sardi ama gli animali. Ma se fosse successo in qualche altra parte del mondo sarebbe stato lo stesso. Mi sarei mobilitata”. ”I Comuni si dovrebbero prendere cura degli animali – aggiunge – andrebbero sterilizzati, vaccinati, curati. Gli animali sono indifesi, chi siamo noi per ucciderli. Il cane è il miglior amico dell’uomo ma a questo punto c’è da dire che l’uomo è il peggior amico del cane”.

|fonte: Adnkronos|


PROROGATA DI 24 MESI ORDINANZA ANAGRAFE CANINA

Il sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha firmato la proroga di 24 mesi dell’Ordinanza 6 agosto 2008 per “l’identificazione e la registrazione della popolazione canina”.

Lo scopo dell’Ordinanza e’ quello di ”assicurare un’uniforme applicazione sull’intero territorio nazionale della normativa sull’identificazione dei cani e la gestione dell’anagrafe canina”.

In particolare, il provvedimento vieta la vendita dei cuccioli di eta’ inferiore ai due mesi e dei cani che non siano stati identificati e registrati. Inoltre dispone che i proprietari o i detentori di cani provvedano, nel secondo mese di vita, alla loro identificazione e registrazione mediante l’applicazione di un microchip elettronico. Per i cani di eta’ superiore ai due mesi l’adempimento e’ obbligatorio entro 30 giorni dall’entrata in vigore dell’Ordinanza. Per quanto riguarda l’applicazione del microchip, essendo un atto medico, deve essere effettuata dai veterinari pubblici competenti per territorio o da veterinari libero professionisti abilitati ad accedere all’anagrafe canina regionale. Contestualmente all’applicazione del microchip i veterinari devono effettuare la registrazione nell’anagrafe canina dei soggetti identificati. Il certificato di iscrizione accompagnera’ il cane in tutti i trasferimenti di proprieta’. L’Ordinanza prevede inoltre che i Comuni debbano identificare e registrare in anagrafe i cani rinvenuti o catturati sul territorio e quelli ospitati nei rifugi e nelle strutture convenzionate e attribuisce ai Sindaci la responsabilita’ dell’osservanza di tali procedure.

”Considero di fondamentale importanza – ha commentato Martini – la proroga di 24 mesi dell’Ordinanza da me emanata nel 2008 e che ha segnato una pietra miliare nel panorama normativo italiano in materia di identificazione e monitoraggio della popolazione canina. E’ di imminente presentazione in Consiglio dei Ministri il disegno di legge che riunendo in un articolato gli interventi legislativi d’urgenza rappresentera’ un punto di riferimento stabile per il Paese ed un passo in avanti di civilta”’.

”L’armonizzazione e la messa in rete delle anagrafi canine regionali, l’obbligo della microchippatura del cane e la contestuale registrazione del numero, vera e propria carta d’identita’ dell’animale – ha concluso il sottosegretario – rappresentano un aspetto fondamentale per il reperimento di animali dispersi e per il controllo del randagismo. Auspico che le Regioni non ancora adeguatamente organizzate recuperino in tempi brevi il tempo perduto con danno alla salute pubblica ed al benessere degli animali”.

(ASCA)


Pronta la replica del Sindaco Bobbio: dichiarazioni sconcertanti dell’A.D.D.A.

Il Primo Cittadino stabiese: “Sono francamente sconcertato dai contenuti e dalla forma del comunicato che l’Associazione difesa diritti degli animali ha diramato”.

Immagine da web

“Sono francamente sconcertato dai contenuti e dalla forma del comunicato che l’Associazione difesa diritti degli animali ha diramato alla stampa per riportare, in maniera falsa, del tutto irrituale e disinformante, stralci di un colloquio privato che tale doveva rimanere”. Lo ha detto il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Bobbio, replicando a una nota dell’Adda riportata da organi di informazione locali.

“Smentisco in maniera categorica le frasi che mi sono state attribuite, che non solo non riflettono la posizione dell’Amministrazione comunale e mia personale sulla delicata questione della protezione animale a Castellammare di Stabia, ma contribuiscono ancor di più a creare confusione attorno a un provvedimento di cui tutti parlano ma che pochi hanno letto e ancor meno compreso”, ha aggiunto il sindaco Bobbio.

“In relazione a questo increscioso episodio, sul piano personale, da questo momento non ho altro da dirmi coi rappresentanti dell’Adda”, ha concluso il primo cittadino stabiese, “sul piano istituzionale, invece, non posso che confermare che la mia Amministrazione continuerà ad assicurare, nel pieno rispetto delle parti, la massima correttezza e la più ampia forma di collaborazione con le associazioni animaliste che vorranno cercare, d’intesa con gli organi di governo locali, soluzioni adeguate per la tutela degli animali e per la irrinunciabile difesa dell’igiene e del decoro cittadini, senza inseguire inutili e dannosi protagonismi”.

(Stabiachannel.it)