AGAINST ANIMAL CRUELTY

Governo

Dog Sitter, in arrivo registri regionali

Sottosegretario Salute Martini

Il Sottosegretario con delega del Governo alla tutela degli animali, On. Francesca Martini, commenta i gravissimi fatti di cronaca di questi giorni che vedono cani di proprietà vittime dell’irresponsabilità dei loro stessi proprietari. Nel ricordare che il proprietario è responsabile civilmente e penalmente dell’animale, lancia un appello affinché casi come questi che hanno profondamente colpito l’opinione pubblica non abbiano più a verificarsi.

“La sindrome da abbandono che colpisce il cane lasciato solo per molte ore o addirittura per giorni interi equivale a quella che può colpire un bambino. La situazione, nel migliore dei casi, sfocia in un abbaio disperato che mina la tranquillità dei condomini ma, come emerso recentemente, può portare a risvolti tragici come il lasciarsi morire o il compiere atti di disperazione che portano ad una sorta di “suicidio”. La Task Force del Ministero della Salute da me istituita intende procedere ad accurati controlli con la collaborazione dei Carabinieri dei Nas. Per casi di questo tipo auspico che la Magistratura dia un segno tangibile, anche in termini sanzionatori, in merito al reato di atti di crudeltà su animali.

Per quanto attiene poi alla positiva diffusione dell’offerta di dog sitter e pensioni per animali, ho inserito nel ddl per la tutela degli animali da affezione e prevenzione del randagismo, prossimamente all’esame del Consiglio dei Ministri, misure ad hoc che prevedono l’obbligo di frequentare corsi di formazione al fine di acquisire quelle competenze indispensabili per gestire correttamente gli animali in affidamento.

Sto inoltre valutando, d’intesa con le Regioni, l’opportunità di istituire degli appositi registri dei dog sitter su base regionale, ove riportare l’elenco degli operatori appositamente formati per tale attività a garanzia della qualità e della sicurezza del servizio.”

fonte


PROROGATA DI 24 MESI ORDINANZA ANAGRAFE CANINA

Il sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha firmato la proroga di 24 mesi dell’Ordinanza 6 agosto 2008 per “l’identificazione e la registrazione della popolazione canina”.

Lo scopo dell’Ordinanza e’ quello di ”assicurare un’uniforme applicazione sull’intero territorio nazionale della normativa sull’identificazione dei cani e la gestione dell’anagrafe canina”.

In particolare, il provvedimento vieta la vendita dei cuccioli di eta’ inferiore ai due mesi e dei cani che non siano stati identificati e registrati. Inoltre dispone che i proprietari o i detentori di cani provvedano, nel secondo mese di vita, alla loro identificazione e registrazione mediante l’applicazione di un microchip elettronico. Per i cani di eta’ superiore ai due mesi l’adempimento e’ obbligatorio entro 30 giorni dall’entrata in vigore dell’Ordinanza. Per quanto riguarda l’applicazione del microchip, essendo un atto medico, deve essere effettuata dai veterinari pubblici competenti per territorio o da veterinari libero professionisti abilitati ad accedere all’anagrafe canina regionale. Contestualmente all’applicazione del microchip i veterinari devono effettuare la registrazione nell’anagrafe canina dei soggetti identificati. Il certificato di iscrizione accompagnera’ il cane in tutti i trasferimenti di proprieta’. L’Ordinanza prevede inoltre che i Comuni debbano identificare e registrare in anagrafe i cani rinvenuti o catturati sul territorio e quelli ospitati nei rifugi e nelle strutture convenzionate e attribuisce ai Sindaci la responsabilita’ dell’osservanza di tali procedure.

”Considero di fondamentale importanza – ha commentato Martini – la proroga di 24 mesi dell’Ordinanza da me emanata nel 2008 e che ha segnato una pietra miliare nel panorama normativo italiano in materia di identificazione e monitoraggio della popolazione canina. E’ di imminente presentazione in Consiglio dei Ministri il disegno di legge che riunendo in un articolato gli interventi legislativi d’urgenza rappresentera’ un punto di riferimento stabile per il Paese ed un passo in avanti di civilta”’.

”L’armonizzazione e la messa in rete delle anagrafi canine regionali, l’obbligo della microchippatura del cane e la contestuale registrazione del numero, vera e propria carta d’identita’ dell’animale – ha concluso il sottosegretario – rappresentano un aspetto fondamentale per il reperimento di animali dispersi e per il controllo del randagismo. Auspico che le Regioni non ancora adeguatamente organizzate recuperino in tempi brevi il tempo perduto con danno alla salute pubblica ed al benessere degli animali”.

(ASCA)


CACCIA: L’UE CONDANNA NUOVAMENTE L’ITALIA

Il 15 luglio pubblicata la sentenza di condanna contro l’Italia per la gestione allegra della caccia in deroga, passata da evento eccezionale a prassi acquisita in molte regioni. Una barbarie commessa col placet delle autorita’ locali e la connivenza di quelle nazionali, ancora una volta censurata dalla Giustizia.

Che i provvedimenti assunti dalle Regioni sulla base di una norma nazionale al fine di garantire la caccia a specie protette fossero in palese violazione delle norme europee era cosa nota, probabilmente agli stessi legislatori regionali.

Il quadro normativo europeo è chiaro: le “deroghe” si chiamano “deroghe” perche’ sono misure eccezionali da assumere in casi ben precisi. Quando diventano una abitudine, non sono “deroghe”: sono la prassi.

E la caccia in deroga era diventata prassi stabilita, un “diritto acquisito” da parte di quello sparuto drappello di ammazzapasseri che se non sparano a un fringuello, a una peppola o a un prispolone non si sentono realizzati.

Lasciando perdere i commenti su queste frange di marginalita’ sociale, relitti di un tempo remoto che ancora si pasce di nostalgie medievali, quello che veramente offende e scandalizza è la pacifica arroganza con cui legislatori di ogni colore politico e collocazione geografica si sono letteralmente “calati le braghe” in barba a qualsiasi norma di rango superiore per accaparrarsi una manciata di voti – localmente significativa.

La grettezza e meschinita’ della deregulascion all’italiana, quella dei signorotti locali che amano farsi chiamare “governatore” e si credono cittadini del mondo, viene ancora una volta messa a nudo.

Sono i Don Rodrigo del nostro tempo, quelli che abitando nel loro maniero con quattro sgherri alla porta, pensano di essere i signori del mondo, che citando una formula magica (tipo “al fine di prevenire danni all’agricoltura” o “in condizioni rigidamente controllate”) si possano spalancare le porte a qualsiasi assurda pretesa dei talebani calibro 36.

Ieri abbiamo assistito a un altro atto di un sistema civile contro questa ignorante arroganza (qui a lato, nella sezione Documenti, il testo della sentenza) Quale sara’ la risposta di questo piccolo sistema di potere basato sul voto di scambio? Noi non ci aspettiamo nulla di buono.

A fine 2008 la Lombardia, una delle regioni responsabili della condanna di ieri, aveva stupito tutti producendo un documento in cui si impegnava solennemente a lasciar perdere la caccia in deroga in quanto palesemente in violazione delle norme vigenti. E dopo qualche mese, senza stupire nessuno, lo stesso identico governo regionale aveva approvato nuove norme sulla caccia in deroga…

In una situazione come questa le speranze che il buon senso – o forse anche solo il buon gusto – e il diritto prevalgano è del tutto illusorio. Gli sparapasseri berceranno di essere l’ultima barriera contro devastanti invasioni di passeriformi che minacciano di ridurre alla fame il paese, porteranno in processione vecchietti tremolanti che anelano ad ammazzare l’ultimo fringuello, sbandiereranno sacre “tradizioni” in cui identificare la propria inesistente identita’ culturale.

E qualche politico sara’ sempre pronto ad “aggiustare” il testo della norma giurando, come ha fatto sinora, che questa volta il testo è “blindatissimo” e “nel pieno rispetto delle norme europee”. Anzi, è il massimo compimento delle norme europee…

Ci chiediamo cosa diranno i vari Berlato e Carrara, portabandiera degli ammazzapasseri e tenaci sostenitori della piena legittimita’ delle norme appena censurate.

Che sia pura arroganza, pura ipocrisia o pura ignoranza forse poco importa. Quello che importa è che il sistema si sparare alle specie protette, lo si trovera’ sempre.

La condanna della Corte di Giustizia europea è uno smacco politico, ma per certa gente conta poco se non tocca i loro interessi. In fondo ci sono da pagare giusto le spese processuali, il resto è affidato al buon gusto istituzionale dell’Italia, che dovrà adeguare con comodo le proprie norme, e alla vigilanza della Commissione europea, con i suoi farraginosi meccanismi.

C’è ancora tempo e modo di fare i propri porci comodi.

(TutelaFauna.it)


Come proteggere la salute degli animali: la Martini emana decalogo

Sottosegretario Salute Martini

Il caldo eccessivo puo’ essere fatale anche per gli animali domestici e per questo il ministero della Salute ha preparato dieci semplici regole da seguire durante la stagione estiva. ”La cura e la tutela del benessere e della salute dei nostri amici animali e’ in estate ancora piu’ importante”, sottolinea in una nota il sottosegretario Francesca Martini.

”L’esposizione al caldo – prosegue la nota – eccessivo puo’ provocare infatti l’insorgere di patologie che possono porre in serio pericolo la vita e il benessere dei nostri animali. Bastano pero’ dei semplici ma importanti accorgimenti per passare insieme un’estate serena e in salute”. Ecco il decalogo:

1 – Non lasciare il cane in auto, neppure all’ombra, e non lasciarlo legato in posti esposti al sole; assicurarsi sempre che abbia dell’acqua fresca ed evitare di portarlo a passeggio nelle ore piu’ calde.

2 – Se si sospetta che l’animale abbia un colpo di calore, bagnare subito con acqua tutto il corpo, o almeno collo, ascelle e cuscinetti plantari. Portarlo poi in un posto ventilato e lontano dal

caldo. E’ opportuno consultare comunque un veterinario il prima possibile.

3 – Non lasciare residui di cibo nelle ciotole perche’ vengono decomposti dai batteri, che con il caldo si sviluppano velocemente, e possono provocare delle infezioni anche gravi.

4 – Dopo una passeggiata ispezionare sempre accuratamente mantello, orecchie e spazi interdigitali delle zampe per individuare i famigerati ‘forasacchi’, semi di graminacea, chiamati ariste, proveniente da piante comuni come l’orzo selvatico o l’avena selvatica.

5 – Prestare attenzione anche a quello che il cane puo’ ingerire durante le passeggiate in campagna perche’ i terreni possono essere concimati o trattati con sostanze anche tossiche e a volte possono essere presenti resti di cibo avariato.

6 – L’aumento della temperatura favorisce lo sviluppo di numerosi parassiti come pulci, zecche, zanzare. A scopo preventivo e’ fondamentale effettuare regolari trattamenti antiparassitari secondo le indicazioni del veterinario.

7 – Non tenere gli animali in ambienti eccessivamente condizionati e fare attenzione agli sbalzi di temperatura.

8 – Se si viaggia con gli animali bisogna cercare di evitare le ore piu’ calde e ricordarsi di portare la ciotola per l’acqua e un piccolo asciugamano per rinfrescarlo in caso di necessita’. La temperatura interna non deve essere troppo calda ne’ troppo fredda. La guida deve essere la piu’ dolce possibile con soste regolari per far scendere il cane dall’auto e farlo bere.

9 – Cuccioli e animali giovani sono i piu’ predisposti al mal d’auto, o cinetosi. I segni tipici sono agitazione, affanno, salivazione eccessiva, eruttazione ed infine vomito. Il veterinario puo’ prescrivere nuovi farmaci efficaci e privi di effetti indesiderati da somministrare prima del viaggio.

10 – Prima di andare in vacanza e’ sempre opportuno effettuare un check-up dal veterinario. Per i viaggi all’estero con cani e gatti e’ necessario farsi rilasciare il passaporto dai servizi veterinari dell’azienda sanitaria locale.

|ANSA|


Castellammare: Sindaco vieta cibo ai randagi, interviene Sottosegretario Martini

Sottosegretario Salute Martini

Il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, invita il sindaco di Castellammare di Stabia (Napoli), Luigi Bobbio, a rivedere la sua ordinanza che dispone il divieto di imbrattare il suolo pubblico con alimenti destinati alla nutrizione dei cani randagi.

“Fermo restando la necessità di mantenere l’igiene e la pulizia del suolo pubblico, anziché emanare provvedimenti assurdi che privano gli animali randagi del fondamentale diritto all’alimentazione e, quindi, alla sopravvivenza – sottolinea la Martini – il sindaco di Castellammare di Stabia dovrebbe preoccuparsi di applicare le norme vigenti in materia di prevenzione del randagismo e di tutela del benessere animale, a partire dall’obbligo di ‘microchippatura’ dei cani disposto dalla mia ordinanza del 6 agosto scorso per implementare l’anagrafe canina e consentire la rapida e sicura rintracciabilità degli animali vaganti sul territorio”. “Vorrei ricordare al primo cittadino di Castellammare di Stabia – aggiunge la Martini – che le leggi vigenti attribuiscono ai Sindaci la responsabilità di raccogliere i cani randagi, curarli, ricoverarli in canile, microchipparli e sterilizzarli e non certo farli morire di stenti. Privare gli animali del sostentamento rientra nel reato di maltrattamento e non risolve il problema del randagismo. I milioni di proprietari di animali da compagnia in Italia pretendono dalle istituzioni comportamenti civili e di rispetto delle leggi sacrosante di cui fortunatamente il nostro Paese è dotato. Prenderemo immediatamente contatto con l’amministrazione – conclude il sottosegretario – perché iniziative come queste vengano prontamente interrotte e sanzionate”. (ANSA)