AGAINST ANIMAL CRUELTY

Canili lager

Romania: Save the Dogs pubblica video di cani massacrati al canile

Cani afferrati con le pinze e uccisi con un’iniezione nel torace, decine di animali morti rinchiusi in sacchi della spazzatura e portati all’inceneritore. Il tutto ai danni di cani sterilizzati e vaccinati, curati anche con i soldi del nostro Ministero degli Esterni (la vaccinazione antirabbica di 9.000 randagi fu finanziata da 140mila euro del governo italiano). Accade al canile pubblico di Costanza, e le immagini scioccanti sono state girate dall’associazione italiana Save the Dogs: le prove video delle atrocità ai danni di decine di cani randagi della città di Cernavoda sono online già dallo scorso luglio, dopo la denuncia della onlus. “Abbiamo denunciato la ditta Alfmob srl – ha detto la presidente di Save the Dogs, Sara Turetta – invitiamo il comune di Cernavoda a interrompere qualsiasi rapporto con una società che commette atrocità contrarie alle leggi internazionali. Ci auguriamo che dopo la diffusione del video le autorità competenti chiudano il lager di Costanza e che i colpevoli vengano puniti”.

|Leggo|


NUOVO GIALLO AL CANILE DI CREMONA, AVVELENATI QUATTRO ANIMALI

immagine di repertorio

È giallo nel canile comunale di Cremona. A causare la morte di quattro animali, nei giorni a cavallo di Ferragosto, non è stato un virus ma un potente veleno per topi. È questa la conclusione che emerge dagli esami tossicologici giunti ieri sul tavolo del direttore veterinario della Asl, Maurilio Giorgi, che hanno spinto il Comune di Cremona a trasmettere il tutto alla Procura. Chi avvelena i cani e perché? Toccherà alla polizia giudiziaria cercare di far luce sulla vicenda, a distanza di un anno dalla scoperta di altre morti sospette e da un’inchiesta che aveva portato al sequestro di massicce dosi di Penthotal e Tanax, farmaci usati per uccidere i condannati a morte. Ora gli esami hanno accertato la presenza di anticoagulanti portando con sicurezza a stabilire che i cani hanno ingerito veleno per topi. Un fatto assolutamente non accidentale, come aveva sottolineato l’assessore all’ambiente Francesco Bordi durante un sopralluogo subito dopo il fatto. Tra sabato 14 e lunedì 16 agosto, tre cani, in una zona ben circoscritta del canile, erano stati trovati morti. Un quarto animale stava molto male. Gli era stata subito somministrata una terapia a base di vitamina k (il classico antidoto al topicida), che però non era servita a salvargli la vita. Fuori pericolo, invece, gli altri sette cani del gruppo, anche questi sottoposti alla stessa profilassi a scopo precauzionale, su indicazione dei veterinari che si sono occupati del caso. Il canile era stato al centro di un’inchiesta lo scorso anno quando i carabinieri del Nas avevano scoperto trenta carcasse di cani e due di gatti in una cella frigorifera e solo per cinque esisteva la documentazione del decesso. Allora la Procura aveva indagato anche su un dato impressionante: nel solo 2006 risultavano smaltite quasi 7 tonnellate e mezzo di carne animale, una quantità ritenuta scarsamente giustificabile con i decessi dichiarati.

|Corriere della Sera|


Aosta, scoperta pensione abusiva per cani: animali rinchiusi in vecchie auto

Come accertato dai veterinari dell’Usl tutti gli animali versano in condizioni critiche dal punto di vista igienico-sanitario. Sono in corso accertamenti per definire le responsabilità penali e amministrative dei gestori

E’ stata scoperta dagli agenti della Digos della Questura di Aosta e del Corpo Forestale la pensione abusiva per cani che ospitava al suo interno circa trenta animali di varie razze rinchiusi in vecchie auto abbandonate. Altri otto cani sotto stati trovati durante l’operazione in un box all’interno di un’abitazione privata.

Come accertato dai veterinari dell’Usl tutti gli animali versano in condizioni critiche dal punto di vista igienico-sanitario. Sono in corso accertamenti per definire le eventuali responsabilita’ penali e amministrative dei gestori. Secondo quanto si e’ appreso, i gestori si facevano pagare 15 euro al giorno dai padroni che avevano lasciato in custodia i cani durante le ferie.

(Adnkronos)


Cani maltrattati a Marigliano nel napoletano

Un canile-lager sequestrato d’urgenza, con i suoi 286 cani, molti dei quali malati, corpi di animali seppelliti alla peggio in buche del terreno, gravi carenza igieniche e strutturali. La task force veterinaria del ministero della Salute, istituita dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini per la lotta ai canili lager, al randagismo e per la tutela degli animali di affezione, ha effettuato ieri con il corpo forestale dello Stato una ispezione a Marigliano, nel napoletano, in un canile gestito da una locale associazione e convenzionato con vari comuni della provincia per il ricovero dei cani vaganti. Si tratta della prima operazione effettuata dalla task force del Ministero per il contrasto al maltrattamento degli animali ed alla lotta contro i canili lager. Il controllo ha evidenziato una situazione estremamente grave ed allarmante nella struttura, che ha portato al sequestro preventivo d’urgenza del canile nel suo complesso e dei 286 esemplari vivi di cane di varie età, razze e sesso presenti. L’operazione è stata chiamata”Cimitero Infelix”. Nel corso dell’ispezione è stato trovato all’interno dei box un cane morto, oltre ad un numero imprecisato di carcasse di altri cani seppelliti a bassa profondità in buche presenti numerose nel terreno, alcune delle quali già ricoperte. Le carcasse degli animali disseppelliti sul momento presentavano tagli sull’area dorsale e scapolare, ed erano mancanti del microchip, sistema di identificazione di questi animali obbligatorio per legge. I medici veterinari presenti all’operazione, con il Corpo forestale dello Stato, hanno rilevato gravi carenze igienico sanitarie nell’intera struttura, evidenziando che le condizioni di mantenimento degli animali non rispondono alle esigenze etologiche e di benessere degli stessi. Anche le strutture per il contenimento degli animali presentavano gravi carenze, oltre a causare un continuo stato di stress tra i cani aumentandone l’aggressività. Molti degli animali presenti erano malati. Le ciotole per l’alimentazione e per l’abbeveraggio erano insufficienti per il numero di esemplari e sporche. I cani vivevano in promiscuità, maschi con femmine, tanto che alcuni degli esemplari erano già in avanzato stato di gravidanza. È stato richiesto l’intervento dell’Arpac locale per le analisi delle acque, degli scarichi e del materiale presente sul terreno, forte la preoccupazione dell’inquinamento del suolo e della falde acquifere, stante anche la presenza delle carcasse interrate oltre al generale stato di degrado in cui si presentava l’area. Al responsabile della struttura sono state contestate irregolarità amministrative e fattispecie penali.


INDAGINE CANILE DI CREMONA, PERITO VETERINARIO CONFERMA ANIMALI UCCISI SENZA MOTIVO

Si è svolto l’incidente probabotorio davanti al gip Beluzzi. La difesa prova a smorzare la relazione tecnica.

“Quello che lascia un po’ perplessi è che nella perizia del dottor Fico risultino proposte come certezze circostanze tutt’altro che certe. Ci sono anche ipotesi alternative alla morte per Pentothal. Inoltre nella perizia non si parla di dose letale. A parte due casi accertati quasi nessuno dei cani presenta una dose letale. Anzi si è ben al di sotto della dose letale.- Lo hanno affermato ieri gli avvocati Stefania Amato ed Ennio Buffoli, due dei legali degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte uccisioni di animali nel Rifugio del cane. Dichiarazioni raccolte al termine delle due ore e mezza di incidente probatorio davanti al gip Pierpaolo Beluzzi, nel corso del quale il perito Rosario Fico responsabile del Centro di referenza nazionale per la medicina forense veterinaria, il Ris degli animali con sede a Grosseto, ha confermato i risultati choc delle autopsie sulle 32 carcasse sequestrate un anno fa nel canile. E cioè che “12 su 25 cani e 2 su 7 gatti sono stati uccisi senza che ve ne fosse motivo” con iniezione di Pentothal “farmaco non eutanasico, usato al canile in modo non legittimo.” Nella perizia Fico racconta di cani sottoposti a “violento contenimento fisico” prima di morire. Parla si ecchimosi, segni al collo e ipotizza l’uso di corde e lacci. Circostanze che trovano riscontro nelle tesimonianze raccolte in fase di indagine. Certezze che la difesa ha tentato di smontare confortata dai consulenti tecnici. Si tratta di Pietro Riccoboni, vice responsabile del reparto di Anatomia patologica dell’ospedale veterinario dell’università di Lodi nominato dagli avvocati francesco Gianzini e Alessandro Nolli, difensori di Michela Butturini, veterinaria dell’Asl referente del canile. E selina Iussich dovente di anatomia patologia veterinaria dell’università di Torino, consulente degli avvocati Buffoli e Marco Soldi, difensori di Maurizio guerrini e Cheti nin, gli ex presidente e vice dell’Associazione zoofili cremonesi, che per conto del comune gestivano il canile. Mentre le volontarie Elena Caccialanza e Laura grazia Gaiardi sono assistite dall’avvocato Amato. La veterinaria Iussich ha sostenuto che “la perizia del dottor Fico non risulta completamente attendibile” Il nodo principale è la mancata individuazione del quantitativo della dose letale. “Il punto fondamentale” per Amato e Buffoli “è che per il perito ci sono cani per i quali non è possibile stabilire la morte per Pentothal. Quando il perito non trova la causa della morte, ma trova il Pentothal, sostiene che il cane è morto per l’iniezione di Pentothal. Quando non trova nè la causa della morte nè traccia di Pentothal, dice che non si sa la causa della morte. Fico sostiene che un cane sia morto prima dell’iniezione letale per choc. Quel cane aveva problemi cardiaci, è morto d’infarto.” Inoltre per l’avvocato Amato “se davvero avessero voluto uccidere i cani, perchè non usare il Tanax anzichè il Pentothal, che oltretutto costa quattro volte di più?” Circa il contenimento fisico violento “sono solo ipotesi” Iussich osserva come “in casi di sospetti maltrattamenti a danno degli animali sarebbe opportuno affiancare alle procedure necroscopiche, degli esami radiografici ‘total body’ per evidenziare eventuali infrazioni ossee che spesso sfuggono ad un esame esterno. Tali esami collaterali non vengono menzionati nella perizia”. E sostiene che Fico abbia ‘ confuso’ le ecchimosi con ‘le macchie ipostatiche’. Fico ha ribattuto. Una relazione “assolutamente precisa, puntuale e completa” l’ha definita l’avvocato Gianluca Scagliotti, legale della Lega nazionale per la difesa del cane, parte offesa nel procedimento. “Nei 12 casi di cani uccisi col Pentothal senza che vi fosse una patologia – ha detto Scagliotti – il perito ha spiegato che non si può parlare di una dose fissa, perchè il Pentothal ha effetti diversi a seconda del tipo di animale, della taglia, del peso. Lo dice lo stesso “bugiardino” del farmaco che la dose è indicativa.” Inoltre “Fico ha confermato che nei cani dove è assente una patologia, sono stati riscontrati Pentothal e lesioni da contenimento. A parte il fatto che il Pentothal non è un eutanasico riconosciuto (lo è il Tanax9, allora per sedare un cane agitato ci sono altri metodi più semplici che fare un’endovena. E per fare l’iniezione di sedativo, i cani avrebbero dovuto essere a digiuno. Invece Fico ha evidenziato come fossero tutti ben nutriti, in alcuni casi avevano appena mangiato.” Infine cinque cani sono morti perchè sbranati. Per Fico “l’indice di una cattiva gestione. Il pm Cinzia Piccioni ora dovrà chiudere l’indagine sulle presunte uccisioni nel canile.

(La Provincia di Cremona)