AGAINST ANIMAL CRUELTY

Inquinamento

Topi morti nel mare di Salerno. I bagnanti fuggono terrorizzati

12 carcasse tra il lungomare Marconi, Torrioni e Pastena. Il Comune: è un effetto collaterale della derattizzazione.

SALERNO – Topi morti nel mare di Salerno. Dodici le carcasse recuperate tra il Lungomare Marconi a Torrione e Pastena e la litoranea orientale. Francesco D’Agostino, che da decenni gestisce il lido della Polizia di Stato, non aveva mai visto una cosa del genere. E’ stato lui a coordinare i bagnini dello stabilimento per recuperare i ratti morti. «Il mare porta di tutto — dice l’imprenditore balneare — e mai come quest’anno mi trovo a fare i conti con polistirolo, plastica e assorbenti da donna. Ma i topi morti, a mare, non li avevo mai visti». Invece, ieri mattina, a riva sono arrivate sette pantegane. I bagnini hanno dovuto recuperarle con i retini, prima di chiamare la Capitaneria di porto e di contattare l’ufficio Fogne del Comune di Salerno. Qualche minuto dopo, l’allarme è scattato sulla spiaggia del Lungomare Marconi a Pastena. Il sopralluogo dei militari della Marina ha contato in tutto dodici carcasse di topi. A quel punto, lungo tutto il litorale cittadino, i bagnanti sono letteralmente fuggiti dalle spiagge non senza qualche disagio. «E’ uno schifo— dice Amelia De Martino, una bagnante — ci mancavano solo i topi. Come se questo mare salernitano non fosse già una fogna a cielo aperto».

LA SPIEGAZIONE – Ieri mattina, a Palazzo di Città, nessuno riusciva a darsi una spiegazione. L’ufficio Fogne ha delegato l’ufficio Verde pubblico a scovare i motivi dell’apparizione delle pantegane a mare. Fino alle cinque di ieri pomeriggio, l’assessore all’Ambiente, Gerardo Calabrese, evitava di fare qualsiasi ipotesi sul come e perché sia potuta accadere una cosa del genere sulle spiagge salernitane. La presenza di parecchi torrenti che scendono fino alla litoranea non può non aver influito sulla scoperta. Poi, alle sette di ieri sera, i dubbi diventavano certezze. E anche il presidente di Legambiente Campania, Michele Buonomo, che all’inizio stenvaca a credere ad una situazione così singolare, ha cominciato a darsi una spiegazione. Qualche sera fa, a Salerno c’è stata una massiccia derattizzazione che ha interessato anche le zone limitrofe ai torrenti. I temporali di venerdì scorso hanno contribuito a peggiorare la situazione. I torrenti si sono ingrossati, ci sono stati parecchi smottamenti di alvei dei fiumi che hanno trascinato terriccio nella corrente. Sulle sponde dei torrenti a farla da padrone sono cumuli e cumuli di rifiuti di ogni genere e tipo, rifugio ideale per i topi. E così, le pantegane che hanno abboccato all’esca della derattizzazione, già morte o morenti, sono state trascinate dalla corrente dei torrenti e portate fino a mare. Per poi ricomparire, ieri mattina, dopo tre giorni, sugli arenili delle coste salernitane. Spiegazione logica e plausibile questa. Che, per gli addetti ai lavori, giustificherebbe anche la presenza della macchia nera avvistata da due giorni. Si tratterebbe di cumuli di legname trasportati dalla corrente dei fiumi. Ma resta il dubbio: come mai i topi arrivano a mare? E, soprattutto, perchè torrenti e fiumi non sono mai stati ripuliti dai rifiuti se è questa una delle cause dell’inquinamento? Intanto, ieri pomeriggio, il comandante della Capitaneria, Fabrizio Mollica, ha ispezionato la zona a bordo di una motovedetta. «Per il momento, la situazione è tranquilla — dice — e non ci sono state più segnalazioni». Nel frattempo il Comune ha avviato un monitoraggio sugli sbocchi a mare.

|A. C. – Il Corriere del Mezzogiorno|