AGAINST ANIMAL CRUELTY

Campania: la Regione vende Cinghiali a due euro al chilo

Vivono in una tenuta nel salernitano. Sono 45 esemplari

La Regione mette all’asta i suoi cinghiali. Ebbene sì, proprio 45 esemplari di sus scrofa, versione selvatica e rustica del maiale. Quella cara ad Asterix ed Obelix, gli irriducibili del villaggio gallico che resiste ai romani, creati dal genio di Goscinny ed Uderzo. I quadrupedi in vendita vivono ora nella foresta demaniale regionale Cerreto – Cognole, nei Comuni di Montesano Sulla Marcellana, Sanza, Casalbuono, in provincia di Salerno. In quei territori Palazzo Santa Lucia ha istituito, anni fa, il Centro Regionale di Produzione della Selvaggina: cervi, daini, cinghiali. Come in molte altre parti d’Italia – Parco Nazionale del Cilento compreso – questi ultimi si sono riprodotti oltre misura.

SOVRAFFOLLAMENTO – Mancano, infatti, lupi e linci, i predatori naturali che svolgono un ruolo essenziale nel contenerne il numero. Per di più, quei 45 animali non possono essere impiegati per il ripopolamento di altre aree naturali, essendo incroci di specie che provengono da contesti differenti, soprattutto dall’Est europeo. Contribuirebbero, infatti, a inquinare il già depauperato patrimonio genetico delle specie storicamente presenti in Italia. Di qui la scelta della Regione di metterli all’asta. Prezzo di base, al chilo di animale vivo: due euro. Gli interessati, informa l’avviso pubblicato sul penultimo Burc regionale, dovranno ritirare entro 15 giorni «la merce» nella tenuta salernitana. Se li porteranno via a proprie spese e con propri mezzi, che garantiscano, sottolinea il Burc, «il benessere degli animali e il rispetto delle norme di polizia veterinaria».

LA FINE IN MACELLERIA – Molti dei cinghiali acquistati dai privati, presumibilmente, finiranno ingloriosamente i propri giorni in macelleria o in una qualche azienda venatoria, in attesa di essere impallinati. Sempre che, naturalmente, ci sia qualcuno disposto a comprarli. Già a giugno, infatti, Palazzo Santa Lucia aveva provato a disfarsi dei cinghiali in sovrannumero e li aveva messo all’asta. Non era pervenuta all’epoca neppure una offerta. Di qui la seconda gara, a un prezzo ribassato. Saldi fuori stagione.

|Corrieredelmezzogiorno|

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