AGAINST ANIMAL CRUELTY

Centro recupero rapaci, gabbie chiuse (e vuote) per mancanza di fondi


La struttura del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano da sette anni non è più operativa

SALERNO – Fornire assistenza e riabilitazione ad animali selvatici, raccogliere dati sulla salute della fauna spontanea, osservare da vicino merli, passeri e altri uccelli sono le principali attività di un centro di recupero rapaci. Ma nel ricovero di Sessa Cilento, comune montano al centro del parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, animali feriti, ammalati o in difficoltà non possono essere né curati né ospitati: la struttura che dovrebbe offrire questa assistenza giace da tempo chiusa per mancanza di fondi.

«Il centro recupero rapaci di Sessa Cilento nasce dall’iniziativa di un gruppo di giovani circa una ventina d’anni fa», commenta Francesco Rizzo, caporedattore di un giornale locale. «Il comune di Sessa Cilento d’intesa con l’Ente parco decise nel 1999-2000 di aiutare questi ragazzi e di creare un centro recupero rapaci all’avanguardia che potesse fronteggiare alle necessità legate alla tutela della fauna in un parco così grande». In effetti il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano è il più grande d’Italia per estensione territoriale – 178.172 ettari circa – e conta ben 59 strutture tra oasi faunistiche, centri di educazione ambientale, centri visita ed anche centri di recuperi animali.

«Un tempo ci venivano le scolaresche in visita», commenta amareggiato Rizzo, «l’ultima escursione didattica risale al 2003, allora era ancora possibile osservare i rapaci del Parco dal vivo, assistere alla riabilitazione degli esemplari feriti e all’addestramento di cuccioli inesperti: un’emozione ed un’opportunità di crescita conoscitiva che oggi non è più possibile fare. Le gabbie», conclude Rizzo, da tempo giacciono vuote nonostante l’attrezzatura del centro sia ancora disponibile. L’infermeria è in buono stato, e vi è anche un’apparecchiatura all’avanguardia per effettuare radiografie ai volatili». Tuttavia il Centro recupero rapaci rimane chiuso nonostante in passato l’Ente Parco abbia lavorato con grande impegno. Attualmente la tutela della struttura è affidata ad un gruppo di volontari ma dovrà essere ceduta necessariamente ad un ente di tutela sovranazionale poiché non ci sono più risorse a sufficienza per mantenerla.

|Corriere del Mezzogiorno|

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