AGAINST ANIMAL CRUELTY

Spadare killer, ucciso delfino a largo di Ischia

Ancora spadare e cianciole fuorilegge, muore un giovane esemplare di stenella a due passi dal «Regno di Nettuno»

NAPOLI – Uccidono indiscriminatamente ogni creatura marina: avannotti, cetacei, tartarughe. Sono perciò fuorilegge da anni. Eppure le spadare, muraglioni di reti che si estendono per decine di chilometri, continuano ad essere utilizzate. L’ultima vittima è un giovane esemplare di stenella, il più comune tra i delfini del Tirreno, che è stato ritrovato prima di Ferragosto 8 miglia a sud ovest di Punta Imperatore, ad Ischia.

Lo ha scorto l’equipaggio del veliero dell’associazione Delphis, che conduce campagne di studio e di avvistamento dei cetacei che frequentano il canyon di Cuma, a nord ovest dell’isola verde: capodogli, balenottere, stenelle, delfini comuni (in realtà molto rari), globicefali, grompi. «Il mammifero», riferisce Barbara Mussi, dell’associazione, «aveva la coda recisa. Era rimasto intrappolato in una spadara ed era morto per soffocamento. Per liberarsene, i pescatori hanno tagliato la coda». La pesca illegale, talvolta, viola perfino l’area marina protetta Regno di Nettuno. Non di spadare trattasi, però, ma di cianciole.

Riferisce Albino Ambrosio, presidente della riserva marina: «Talora continuano a spingersi sin sotto costa, ben al di qua della linea batimetrica dei 50 metri, e a utilizzare fonti luminose, illegali a quella profondità ridotta». Il presidente lancia dunque un appello a rafforzare i controlli, per non pregiudicare il ripopolamento ittico in corso da quando la riserva marina è diventata operativa. «Un risultato che va anche a vantaggio dei pescatori», riflette. Merito, sostiene, anche della scelta di limitare l’ancoraggio delle imbarcazioni. «In estate – dice – c’erano ogni giorno 6000 natanti all’ancora. Insostenibile per la Posidonia. Dovendo adottare un criterio, abbiamo penalizzato i diportisti del mordi e fuggi, consdentendo l’ancoraggio a chi trascorra sull’isola almeno una notte. Oltre che, ovviamente, a chi arriva da mare per pranzare al ristorante». L’area marina riceve ogni anno poco meno di 200 mila euro di finanziamento dal ministero. I Comuni, ad oggi, non hanno versato un centesimo all’ente gestore di cui fanno parte.

|Corriere del Mezzogiorno|

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...