AGAINST ANIMAL CRUELTY

In aumento gli avvelenamenti di piccioni

«Basta con gli inutili allarmismi, l’emergenza piccioni non esiste. Il vero pericolo è che soffiando sul fuoco dell’intolleranza, alcune amministrazioni comunali rischiano di alimentare una assurda e insensata psicosi-anti piccione con esiti, questi sì, pericolosissimi per l’incolumità pubblica e per tutti gli animali». È quanto emerge da una lettera che l’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa) ha inviato all’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani

(Anci).

«La diffusione di sostanza velenose sul territorio, lungo le strade e nei parchi delle nostre città – prosegue la Protezione Animali -, benchè vietata, è un fenomeno in crescita che mette

a repentaglio l’incolumità non soltanto dei piccioni ma anche di altri animali e degli uomini». Tra il 2009 e i primi sei mesi del 2010, nella sola provincia di Firenze, sono stati trovati 252 piccioni avvelenati; altrettanti tra Cerignola (Foggia), Finale e Pietra Ligure (Savona), Aqui Terme (Alessandria).

Secondo una stima dell’Enpa, che considera anche i casi di avvelenamento non denunciati, in 18 mesi sarebbero oltre 20mila gli esemplari uccisi con il veleno. «Purtroppo siamo in presenza di un vero e proprio boom – afferma l’Enpa – di cui si sono rese responsabili anche alcune amministrazioni locali, che, invece di perseguire politiche utili alla convivenza tra uomini e piccioni, con la loro inerzia finiscono per alimentare uno stato di diffusa insofferenza».

Secondo le stime dell’associazione in Italia vivono circa 4 milioni di esemplari: 103 mila a Milano, 47mila a Modena, alcune decine di migliaia a Roma e Bologna. «Dati alla mano – conclude l’Enpa – l’emergenza non esiste. Da non dimenticare inoltre che i piccioni svolgono anche una importante funzione sociale per tutte quelle le persone che, soprattutto d’estate, si sentono sole e utilizzano il loro tempo libero prendendosi cura di questi animali».

Per una convivenza equilibrata tra l’uomo e questi volatili, peraltro riconosciuti dalla Corte di Cassazione come fauna selvatica e quindi non cacciabili con metodi cruenti, l’Enpa auspica che amministrazioni locali possano intervenire con la chiusura delle nicchie negli edifici pubblici. I cittadini, dal canto loro, possono dare una mano installando dissuasori, reti che impediscano l’accesso, spingendoli a spostarsi in altre zone. L’obiettivo è quello di creare delle aree meno a rischio, dove alimentarli in modo adeguato e sterilizzarli chimicamente.

|La Stampa.it|

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