AGAINST ANIMAL CRUELTY

Capri: povero Fido, sul bus ora è diventato «oggetto ingombrante»

Sull’isola azzurra è vietato il «trasporto di cani, di biciclette e di oggetti ingombranti»


CAPRI — «È vietato il trasporto di cani, di biciclette e di oggetti ingombranti». Questo passaggio, e soprattutto questa equiparazione, hanno fatto saltare la mosca al naso a Gennaro Capodanno, presidente del napoletano Comitato Valori collinari, in trasferta a Capri. Le parole tra virgolette stanno esposte in bella evidenza nella bacheca della biglietteria nei pressi della Piazzetta, parte di un avviso agli utenti nel quale si richiama una vecchia disposizione, i l comma 4 del d. m. 1/12/1942, in base al quale sugli autobus in servizio pubblico di linea è per l’appunto vietato il trasporto di cani ecc. ecc.

Si parla tanto in questi giorni dell’abbandono dei cani da parte dei proprietari e dei tentativi di agevolare coloro che vogliono portare in vacanza l’amico a quattro zampe», osserva Capodanno, «ma poi alle parole non si fanno seguire i fatti. E basta una norma risalente al periodo fascista per costringere i viaggiatori in possesso di un cane a rinunciare ai bus di linea, in un’isola dove questo mezzo di trasporto è fondamentale per spostarsi. La norma andrebbe abrogata se davvero si vuole incentivare la possibilità, per le tante famiglie che hanno un cane (una su tre secondo le statistiche), di portarlo con sé in vacanza». Nobili parole, non c’è che dire. Il punto è però che gli autobus capresi sono già talmente affollati, specie in alta stagione, che auspicare di aprirli anche ai cani è un pensiero decisamente ardito. E questo anche se il problema indubbiamente c’è, o si suppone che ci sia. Perché poi chi scrive è stato personalmente, e per anni, testimone di un episodio che pare riverberarsi sulla questione sollevata da Capodanno con la nitida efficacia di una moralità di Esopo.

il Provvedimento

Ad Anacapri, dove continua a essere piuttosto radicata l’abitudine di lasciar circolare liberamente i cani per il paese, c’era infatti fino a pochissimo tempo fa questo simpaticissimo labrador che d’agosto, a pomeriggio inoltrato, era solito recarsi da solo al capolinea degli autobus per la Grotta Azzurra. Saliva sul bus in partenza e scendeva all’ultima fermata per poi trotterellare deciso verso la spiaggia libera, a Gradola. Qui si tuffava, nuotava un poco, giocava coi ragazzi (lo conoscevano tutti) e poi, risalito a riva, dopo una buona scrollata prendeva la via del ritorno. Tornava cioè alla fermata degli autobus e saliva su quello che in partenza per il paese. Tutto questo, ripeto, lo faceva assolutamente da solo, e anche con una certa discrezione: perché evitava di scendere amare nelle ore di punta, quando i bus sono troppo affollati. E poi, ovviamente, c’è tutta la mitologia sui tanti cani, meticci in primo luogo, che hanno contribuito a creare il mito di Capri. Uno degli ultimi è stato Guappo, il famoso «cane ’ e munnezza» dello scrittore Raffaele La Capria. Per il quale, anni fa, fu una specie di mazzata l’ordinanza sindacale che sanciva l’obbligo del guinzaglio per il transito in Piazzetta. Anche in quel caso, del resto, era conclamata la buona educazione del cane. E il guinzaglio, così commentarono in molti, sarebbe stato ben più adatto ad altri, e numerosi, ospiti dell’isola.

|F. D. il Corriere del Mezzogiorno|

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