AGAINST ANIMAL CRUELTY

GUARDIE ECO-ZOOFILE LIDA E WWF RECUPERANO UNA TARTARUGA DI TERRA

immagine di repertorio

Grazie alle segnalazioni di due ragazze molto sensibili alla natura ed all’ambiente i volontari delle Associazioni LIDA e WWF hanno provveduto a prestare le prime cure anche ad un secondo animale, un magnifico esemplare di ghiandaia marina.

Dopo qualche giorno di osservazione è stata trasferita al Centro Recupero Fauna Selvatica di Catania un giovane esemplare di tartaruga di terra affidato ai nuclei di vigilanza di LIDA e WWF. Le tartarughe sono rettili prettamente vegetariani che vivono in un habitat tipicamente mediterraneo caratterizzati da inverni miti ed estati aride con temperature elevate. La Testudo hermanni corre purtroppo un serio rischio d’estinzione per fattori diversi quali l’agricoltura meccanizzata e l’uso di pesticidi, il traffico automobilistico, gli incendi, la cattura illegale. Come tutti i rettili del genere Testudo è inserita nella Red List delle specie minacciate di estinzione ed è protetta dalla Convenzione di Berna ed inclusa nella CITES per cui è assolutamente vietato il prelievo in natura ed è regolamentato l’allevamento ed il commercio degli esemplari in cattività.

Nei giorni scorsi è stata consegnata alle guardie giurate anche un giovane esemplare di ghiandaia marina (Coracias garrulus) recuperato da una ragazza nissena nelle campagne della periferia cittadina. Anche il volatile sarà trasferito nei prossimi giorni al Centro di recupero di Catania. La ghiandaia marina è uno degli uccelli più vistosi che si riproducono in Europa. Ha le dimensioni di un piccolo corvo ma con colori assai più evidenti: verde, azzurro, marrone e nero. Dopo aver trascorso l’inverno in Africa centrale e meridionale, raggiunge le regioni dell’Europa meridionale ed orientale per nidificare. L’esemplare recuperato era probabilmente diretto verso la Riserva Naturale del Biviere di Gela e presentava delle lesioni al piumaggio di un’ala e della coda. La popolazione italiana di questo esemplare appare in netto decremento (300-500 coppie concentrate in Sicilia e Sardegna) con nidificazioni quasi del tutto solitarie. I principali fattori limitanti sono costituiti dalle modifiche apportate agli habitat idonei e soprattutto dalla trasformazione delle pratiche agricole indirizzate verso le monocolture. Inoltre per queste specie insettivore e migratrici risulta determinante l’uso dei pesticidi nelle zone di svernamento a sud del Sahara. La specie è inserita dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura nella categoria di minaccia NT-Near Threatened (quasi a rischio).

|Animalieanimali.it|

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