AGAINST ANIMAL CRUELTY

Circo: altra occasione persa per dire addio agli animali

Foto di repertorio

Era onestamente troppo, credere in una legge a breve termine in grado di porre fine allo scandalo dei circhi che sfruttano animali per i loro spettacoli. Sono pochissime le nazioni che, nel mondo, hanno adottato provvedimenti di questo genere e, neanche nei paesi più progredite del nostro, per quanto riguarda il benessere animale, si è riusciti a vietare questo tipo di show. Figurarsi in un’Italia dove i canili lager rigurgitano di animali che muoiono fra atroci sofferenze (prima di tutte la fame), mentre nessun governo riesce non dico a debellare, ma a mettere mano seriamente a quella vergogna planetaria che è il randagismo, peraltro responsabile quasi quotidianamente di aggressioni a bambini e anziani.

Questo ottimismo non pervadeva nessuno, ma neanche si sospettava che i circhi dove tigri e leoni sono costretti, pagando durissimi prezzi, a gettarsi nel cerchio di fuoco, fossero premiati addirittura dalla maggior carica dello stato italiano, ovvero il suo Presidente. È l’agenzia Geapress a renderci noto che Giorgio Napolitano, dopo avere premiato l’anno scorso i nipotini di Moira Orfei, quest’anno si è ripetuto, concedendo medaglie al festival neanche poi tanto internazionale di Latina. I circensi italiani dunque potranno, d’ora in avanti, fregiarsi dei premi presidenziali, facendoli ben pesare sulle bilance del Parlamento, dove peraltro la nuova legge sui circhi, è stata epurata, da oltre un anno, di ogni riferimento agli animali, cosa che pare non turbare i sonni neanche ai politici “animalisti” che l’hanno presentata.

Infatti nonostante articoli, talk show, puntate televisive specifiche (“La vita in diretta”) dove animalisti e circensi se le suonavano di buona ragione, è dall’aprile del 2009 che le proposte riguardanti gli animali vivi nei circhi in pratica non esistono più, da quando, ci informa ancora una volta Geapress, l’onorevole Gabriella Carlucci le ha annullate entrambe nel suo testo unico, poi pervenuto ai lavori del Comitato Ristretto istituito dalla VII Commissione Cultura. Il 24 marzo di quest’anno poi, il comitato ha confermato tutte le attuali prerogative dei circhi ambulanti (con o senza animali al seguito) quali esenzioni di tasse, importanza sociale nel contesto culturale italiano e via cantando. Con il circo, in pratica, è in atto la sua istituzionalizzazione, come già avvenuto con le feste pericolose con uso di animali.

Mancava il suggello del Presidente, seguito a ruota dal riconoscimento del ministro per i Beni Culturali Bondi che ha patrocinato una convenzione tra l’università “La Sapienza” e un’ associazione circense. Chissà, forse ci sarà in animo di far studiare ai ricercatori dell’ateneo romano quale è il raggio minore del cerchio al di sotto del quale il leone preferisce tornare sul trespolo piuttosto che gettarsi nelle spire del suo ancestrale nemico, nonostante la frusta schiocchi, non promettendo nulla di buono una volta avviati tutti negli “spogliatoi”, svuotati gli spalti e spente le luci del baraccone.

|Il Giornale.it|

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