AGAINST ANIMAL CRUELTY

BALENE: GIAPPONE, PER AMBIENTALISTA 2 ANNI CON CONDIZIONALE

Il tribunale distrettuale di Tokyo ha condannato Peter Bethune, ex attivista di Sea Shepherd, l’associazione che si batte contro la caccia alle balene, a due anni di reclusione con la sospensione della pena, riconoscendolo colpevole di attività di disturbo alla flotta baleniera giapponese nell’oceano Antartico.

La sentenza, prima nel suo genere e destinata a lasciare il segno nella lotta internazionale del Sol Levante al diritto di caccia ai cetacei ‘per fini scientifici’ e nel rispetto di ‘una importante tradizione culturale’, ha recepito la richiesta dell’ accusa e concesso la sospensione della pena per 5 anni voluta dalla difesa. Il neozelandese di 45 anni, da parte sua, si era dichiarato colpevole di quattro dei 5 reati contestati e ammesso l’imbarco illegale, l’ostruzione delle attività commerciali, i danni alla proprietà e la violazione della legge sulle armi, ma dicendosi innocente sull’ipotesi di assalto.

L’ecologista era stato arrestato a marzo, proprio per aver – secondo l’accusa – ‘assaltato’ nell’Antartico una nave di scorta alle baleniere nipponiche, al suo arrivo a Tokyo dopo essere stato preso in custodia dall’equipaggio della Shonan Maru 2 lo scorso febbraio. Sulla nave cui era salito senza autorizzazione per ‘arrestarne’ il capitano e chiedere un risarcimento milionario per la propria imbarcazione, il catamarano ipertecnologico Ady Gil, affondata dopo uno scontro con la stessa nave.

Intervenendo a giugno alla quarta e ultima udienza, Bethune aveva letto un breve appunto interamente in giapponese: “Non era mia intenzione procurare ferite. Sento il dovere di scusarmi profondamente con tutte le persone cui ho causato problemi”.

Illustrando il dispositivo, il presidente della corte Takashi Tawada ha criticato i lanci di bottiglie con acido butirrico (“sostanza pericolosa”) sul ponte della Shonan Maru 2, decisi durante le azioni di disturbo, e che avevano ferito un uomo dell’equipaggio. Nel corso del processo, l’accusa aveva mostrato immagini di Bethune con in mano arco e frecce puntate contro l’imbarcazione nipponica, una condotta che gli era costata la immediata espulsione dal gruppo Sea Shepherd.

Per il resto, la corte ha motivato la sospensione della pena con il fatto che l’imputato non aveva precedenti e che si era pubblicamente scusato per la sua condotta, spianando la strada a un rimpatrio a breve in Nuova Zelanda. Proprio mentre i gruppi di nazionalisti nipponici protestavano fuori dal tribunale, chiedendo invece “una pena esemplare”.

|ANSA|

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