AGAINST ANIMAL CRUELTY

Balene, chiesti due anni di carcere per ex leader Sea Sheperd

Il pubblico ministero del tribunale distrettuale di Tokyo ha chiesto una pena di due anni di carcere nei confronti del neozelandese Pete Bethune, ex figura di spicco dell’associazione ambientalista radicale Sea Shepherd, arrestato lo scorso marzo dopo aver ‘assaltato’ nell’Antartico una nave di scorta alle baleniere nipponiche.

Bethune, 45 anni, è intervenuto oggi durante la quarta e ultima udienza del processo a suo carico, leggendo davanti alla Corte un breve appunto interamente in giapponese. “Non era mia intenzione procurare ferite – ha spiegato il neozelandese -.

Sento il dovere di scusarmi profondamente con tutte le persone a cui ho causato problemi”.

L’accusa ha chiesto due anni di carcere per la “precisa condotta ostruzionistica di stampo violento e pericoloso”, mentre la difesa, sottolineando l’assenza di propositi volti a ferire altre persone, punta a una condanna mite con sospensione della pena. L’ex attivista neozelandese ha riconosciuto le sue responsabilità per 4 dei 5 capi di imputazione contestati – imbarco illegale, ostruzione di attività commerciale, danneggiamento di proprietà e violazione della legge sulle armi -, dichiarandosi innocente in merito all’accusa di assalto.

Bethune, arrestato al suo arrivo a Tokyo dopo essere stato preso in custodia dall’equipaggio della Shonan Maru 2, lo scorso 15 febbraio era salito senza autorizzazione sulla nave nipponica per arrestarne il capitano e chiedere inoltre un risarcimento milionario per la propria imbarcazione, la nave ipertecnologica Ady Gil, affondata dopo uno scontro in mare con la stessa nave.

Durante il processo in corso a Tokyo, accompagnato anche oggi da manifestazioni di protesta fuori dal tribunale, l’accusa ha mostrato immagini di Bethune con in mano arco e frecce puntati contro l’imbarcazione nipponica, una condotta che gli è costata l’immediata espulsione dal gruppo Sea Shepherd.

La sentenza è invece prevista per il prossimo 7 luglio.

(ANSA)

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Una Risposta

  1. valentina

    ma perchè non gli diciamo che con tutti i soldi che hanno guadagnato sterminando un animale che appartiene all’umanità, sono loro che dovrebbero risarcire il resto del mondo???????

    12 giugno 2010 alle 5:36 pm

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