AGAINST ANIMAL CRUELTY

BALENE: MARINAI GIAPPONE A TV, ECCO COME RUBIAMO CARNE


Racconti a emittente australiana.

Alcuni dei marinai delle baleniere giapponesi, che conducono la caccia ‘scientifica’ a migliaia di grandi cetacei ogni estate australe nei mari antartici, rubano sistematicamente i tagli migliori della carne, che finiscono nei ristoranti o nelle loro case. Lo testimoniano due ex balenieri, intervistati dal programma Foreign Correspondent trasmesso oggi dalla Tv nazionale australiana Abc.

Il governo laburista australiano la settimana scorsa ha avviato azione legale presso la Corte internazionale di giustizia per proibire la caccia nei mari antartici, ma Tokyo ribatte che la caccia scientifica è permessa dalle norme della moratoria internazionale sulla caccia commerciale.

Parlando pubblicamente per la prima volta, i due rivelano che membri dell’equipaggio sottraggono dopo ogni spedizione centinaia di chili di carne. Il primo, che si fa chiamare Kijiro San (Signor Balena) e ha lavorato sull’ammiraglia Nisshin Maru, sostiene che la pratica si estende a impiegati dell’ente responsabile del programma di ricerca scientifica, l’Istituto di ricerca sui cetacei. “Quando la nave ritorna ed entra in porto, la attende già un camion da trasporto. I marinai intanto hanno imballato la carne rubata in scatole di cartone. Una sola persona può portarsi via 500 o 600 chili, e accumulare una fortuna”, ha detto l’uomo attraverso un interprete, aggiungendo di rischiare anche la morte, poiché i suoi ex colleghi non tollerano chi viola il codice del silenzio.

Un suo collega che si fa chiamare T San, che ha lavorato per più di 30 anni sulle baleniere, dichiara di aver assistito ai furti. “Una volta è accaduto in un container sul ponte, dovevo controllare la temperatura e ho visto un dipendente dell’Istituto di ricerca sui cetacei che impacchettava qualcosa” ha detto. “Gli ho gridato: cosa fai? E lui ha cercato di nascondere il pacco allargando le braccia – era carne rossa della coda, la qualità più pregiata”.

Due attivisti di Greenpeace, Junichi Sato e Toru Suzuki, hanno documentato un percorso di carne rubata dalla Nisshin Maru fino alle case di marinai e hanno informato i media giapponesi e dei magistrati che hanno promesso di indagare, ma un mese dopo sono stati arrestati e imputati di furto. Oggi compaiono in tribunale per l’ultima udienza del processo a loro carico e rischiano 10 anni di carcere oltre alla rabbia dei compatrioti, riferiscono i giornalisti del programma Tv.

(ANSA)

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