AGAINST ANIMAL CRUELTY

Taranto: legato e accoltellato il cane del quartiere.

TARANTO – A Taranto lo consideravano tutti un cane di quartiere. Gli davano da mangiare, lo coccolavano in tanti. Un meticcio docile e buono al quale, però, è toccato scoprire la crudeltà dell’essere umano.

Il randagio è stato infatti legato, torturato e accoltellato. E solo per un miracolo è riuscito a scappare alla ferocia degli aguzzini.

L’episodio è avvenuto al quartiere Paolo VI di Taranto, l’altro ieri, nei pressi di viale 2 giugno. Il cagnolino è stato legato con una corda ad un palo e poi accoltellato. I fendenti erano ancora ben visibili sul suo corpo: uno sulla testa, l’altro sull’addome. I guaiti della bestia hanno però richiamato l’attenzione. Qualcuno si è affacciato, ha gridato. Chi aveva messo su la tortura, probabilmente dei ragazzini della zona, deve essersi spaventato. E il cane è riuscito a liberarsi da quelle corde. Tutto sanguinante è scappato via. Il pelo si è trasformato dal color avorio al rosso vermiglio, il colore del sangue uscito copioso dalle ferite del cagnolino.

Qualcuno ha fatto in tempo a fotografarlo, con un telefonino. E ha chiamato l’Enpa, l’ente di protezione degli animali. A raccontare l’accaduto è proprio Rosanna Pisani, responsabile dell’Enpa di Taranto. «Siamo arrivati sul posto ma il cagnolino non siamo riusciti a curarlo. È scappato. Era terrorizzato e non ha fatto avvicinare nessuno». Già, quegli umani che gli erano sembrati amici si erano trasformati in nemici all’improvviso. Il cane, sotto choc, è fuggito. E nonostante molti suoi “amici” della zona abbiano provato a cercarlo, non ce n’è più traccia.

Sul posto si è recata, oltre alla volontaria dell’Enpa, anche la pattuglia dei Vigili Urbani. Si sono raccolte le testimonianze della gente del posto, si parla di alcuni ragazzini che potrebbero essere gli autori dell’episodio tanto crudele.

«Quel cagnolino non aveva mai fatto male a nessuno. Era tanto buono, non era mai stato aggressivo», spiega Rosanna Pisani. Evidentemente anche per quel carattere mansueto non aveva dubitato di chi gli ha teso una trappola e si è lasciato avvicinare, prendere in braccio, legare al palo. Prima di essere accoltellato. La sua storia, purtroppo, non è isolata. «Purtroppo non è la prima volta che i cani vengono brutalizzati. Qualche tempo fa dei cuccioli furono legati ai binari della ferrovia. Io stessa ne ho salvato uno», ha spiegato Rosanna Pisani. «I responsabili vanno individuati e puniti. E io non credo a chi scarica la paternità di quest’episodio a persone che hanno disturbi mentali. Penso che gli autori possano essere altri».

(Quotidianodipuglia.it)

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