AGAINST ANIMAL CRUELTY

RIFORMA LEGGE RANDAGISMO VA A CONSIGLIO DEI MINISTRI

Il sottosegretario Francesca Martini è intervenuta in Commissione Affari Sociali per annunciare che il Codice per la tutela degli animali d’affezione, la prevenzione e il controllo del randagismo e del maltrattamento animale “è stato inoltrato alla Presidenza del Consiglio dei ministri per l’iscrizione all’ordine del giorno di un prossimo Consiglio, previo assenso delle amministrazioni interessate”.

Il disegno di legge ha dichiarato la rappresentante del Governo – “è molto più ampio di quelli di iniziativa parlamentare e, soprattutto, disciplina tutti gli aspetti presi in considerazione dalle proposte di legge, riprendendo anche il contenuto di ordinanze contingibili e urgenti emanate negli ultimi due anni in materia”.

Il Codice si articola in dieci capitoli, quarantacinque articoli e un allegato. Il Ddl ha la finalità di superare le problematiche sorte a causa dei ritardi e dell’applicazione non omogenea, da parte di alcune regioni e province autonome, della legge-quadro in materia di protezione degli animali d’affezione e lotta al randagismo del 14 agosto 1991, n. 281.

Di seguito le principali innovazioni introdotte dal disegno di legge:

– disposizioni volte a migliorare il rapporto uomo-animali d’affezione, al fine di accrescere il benessere animale, anche attraverso la previsione di norme che riproducano il contenuto delle ordinanze contingibili ed urgenti che negli ultimi anni hanno disciplinato la materia più nel dettaglio, al fine di rendere più incisive le disposizioni vigenti per la prevenzione del fenomeno del randagismo (nello specifico caso dei cani, sono stati previsti appositi corsi di formazione per migliorare la conoscenza dell’etologia e del comportamento canino per tutti coloro che detengono cani a qualunque titolo: proprietari, allevatori, addestratori, commercianti);

– la prescrizione dell’obbligatorietà dell’identificazione di tutti i cani e dei gatti detenuti a scopo di commercio e di quelli appartenenti alle colonie feline, mediante inoculazione sottocutanea del microchip e contestuale iscrizione degli stessi nell’anagrafe degli animali d’affezione;

– l’adozione di misure generali di tutela per l’incolumità pubblica attraverso la previsione di una serie di divieti (lasciare incustodito in luogo pubblico il cane di cui si è responsabili o non adottare tutte le misure adeguate ad impedirne la fuga o a garantirne il controllo; utilizzare collari elettrici o altri strumenti atti a determinare scosse o impulsi elettrici e i collari a punta);

– l’introduzione di misure speciali per gli avvelenamenti; misure speciali di vigilanza in capo agli organi deputati all’applicazione delle norme; l’introduzione di sanzioni amministrative e penali relative alla violazione delle disposizioni previste dal disegno di legge.

– numerosi obblighi informativi a carico dei destinatari diretti e indiretti del disegno di legge in itinere (le regioni e le province autonome che gestiscono, attraverso la propria banca dati informatizzata, l’anagrafe degli animali d’affezione e ne garantiscono l’interoperatività con quella nazionale e con le altre banche regionali e redigono il piano regionale triennale degli interventi di controllo demografico della popolazione animale, di prevenzione del randagismo e di educazione sanitaria e zoofila;

– i comuni che rendono, tra l’altro, pubblici i resoconti di gestione dei cani randagi, nonché i risultati delle verifiche effettuate e promuovono corsi di informazione ed educazione in materia di etologia, zooantropologia, diritti degli animali, doveri del proprietario e salute veterinaria);

– all’interno delle aree protette, la vigilanza sull’esecuzione e l’osservanza dell’intervento è affidata anche ai guardaparco dipendenti degli enti parco;

– i medici veterinari che, sulla base di una sintomatologia conclamata, emettono diagnosi di sospetto di avvelenamento di un esemplare di specie animale domestica o selvatica, devono darne immediata comunicazione al sindaco e al servizio veterinario ufficiale;

– i sindaci che assicurano, attraverso i servizi veterinari ufficiali o tramite apposite convenzioni con medici veterinari liberi professionisti, con oneri a carico dei comuni, il primo soccorso attivo nelle ventiquattro ore, anche con l’ausilio di ambulanze veterinarie;

– le aziende sanitarie locali, nel territorio di loro competenza, istituiscono, nell’ambito del servizio veterinario, un’apposita unità organizzativa dedicata;

– i servizi veterinari ufficiali provvedono attraverso la predetta unità organizzativa alla gestione dell’anagrafe degli animali d’affezione, alla gestione del recupero degli animali d’affezione randagi e vaganti, al controllo sanitario e agli interventi terapeutici necessari sugli animali custoditi nei canili e gattili sanitari, al controllo sanitario e alla sterilizzazione dei gatti che vivono in stato di libertà, alla valutazione dei cani morsicatori o che hanno manifestato comportamentiaggressivi al fine di stabilire il livello di rischio per l’incolumità delle persone e degli altri animali, alle attività di vigilanza sui rifugi e su tutte le attività con animali d’affezione; i servizi veterinari ufficiali, il Comando carabinieri per la tutela della salute, gli organi di pubblica sicurezza e le guardie zoofile vigilano e controllano, secondo le rispettive competenze, sull’esecuzione e l’osservanza delle disposizioni del disegno di legge;

– il Ministero della salute (Direzione generale della sanità animale e del farmaco veterinario), nell’emanare le linee guida e fissare i requisiti tecnici per la corretta applicazione del disegno di legge, si avvale anche del Comando dei carabinieri per la tutela della salute, per lo svolgimento delle attività ispettive.

(AnmviOggi.it)

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2 Risposte

  1. Maria Cimino

    Grazie a Francesca Martino a nome di tutti gli animali che nella mia città sono abbandonati, violentati o avvelenati barbaramente per l’impegno e l’accelerazione che sta imprimendo a livello governativo alla causa per la tutela degli animali e l’amore per la vita.
    Un grazie di cuore a nome mio personale e tante, tante benedizioni.

    30 maggio 2010 alle 12:30 pm

  2. Goran Dzingalasevic

    Finalmente un piccolo raggio di sole nella giungla parlamentare!

    2 giugno 2010 alle 12:41 pm

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