AGAINST ANIMAL CRUELTY

BLITZ ANTIBRACCONAGGIO SUL MONTE FAITO

NAPOLI – Operazione “Fonofilo” sul massiccio verde del Monte Faito dove un plotone costituito dalle guardie venatorie Arci caccia della sezione provinciale di Napoli e dai volontari del Wwf sezione Penisola sorrentina ha portato allo scoperto una serie di casseforti abilmente cementate nella roccia calcarea all’interno delle quali erano custoditi impianti sofisticati e timer per la riproduzione dei versi degli uccelli. Realizzate dai bracconieri dalle casseforti rinvenute si allungavano cavi elettrici interrati per decine di metri fino a raggiungere le cosiddette campane che nascoste tra la folta vegetazione del Faito amplificavano i versi della quaglia e di altre specie per attirare i volatili da abbattere a colpi di carabina. Nel blitz sono stati individuati, smantellati e sequestrati sofisticati impianti elettronici, fonofili, altoparlanti, cavi elettrici e cassette multi traccia. L’operazione “Fonofilo” andrà avanti per tutto il mese di maggio nel tentativo di portare allo scoperto ulteriori postazioni nascoste dei bracconieri e soprattutto le famigerate grotte naturali disseminate tra le rientranze del massiccio montuoso all’interno delle quali vengono tenuti nascosti fucili con matricola abrasa già pronti all’uso alle prime luci dell’alba quando i cani partono alla ricerca di prede da impallinare. «La nostra Terra delle Sirene – commenta Claudio d’Esposito presidente della sezione locale Wwf – ha tra le tante fortune quella di trovarsi al centro delle traiettorie del popolo dei migratori che da sempre hanno scelto come rotta migratoria la penisola sorrentina. Purtroppo tali meravigliosi abitanti del cielo, spesso, trovano ad attenderli un altro popolo: quello dei bracconieri. Ad imbattersi nel fuoco incrociato delle carabine sono, a volte, proprio gli uccelli rapaci, specie utili nei delicati equilibri dell’ecosistema e protetti dalla legge. Poiane, gheppi, sparvieri, barbagianni, falchi pellegrini, assioli, civette, rigogoli e gruccioni, volpi e tassi, colpiti da armi da fuoco, o rinvenuti feriti in trappole e tagliole, sono stati negli anni consegnati ai volontari wwf da cittadini e turisti sensibili».

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Una Risposta

  1. Quindi questa del monte FAITO era una base per il bracconaggio ed è forse per questo che molti cani sono stati uccisi o accettati o sembra portati via per vivisezione od esperimenti. Forse è su questo che bisogna che si lavori per salvare tutti gli animali .Ci sono persone che hanno altri interessi ed è per questo che bisogna intercettarli e trovarli continuando tutti i giorni a fare i controlli zoofili non solo ma se necessario come sono stati capaci a fare i bracconieri ,da mettere telecamere invisibili per tutti i luoghi che sembrano più a rischio. Adesso si comincia a capire qualcosa……Non abbandonate la strada intrapresa…….GLI ANIMALISTI TUTTI VI SOSTERRANNO……………..

    15 maggio 2010 alle 11:49 am

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