AGAINST ANIMAL CRUELTY

AUSTRALIA: CACCIA APERTA AI ROSPI TOSSICI

Saranno trasformati in portafogli, guanti da golf o concime, o destinati alla ricerca. Sono gli odiati cane toads, i rospi della canna, una delle piaghe d’Australia, una tonnellata dei quali è il bottino del secondo giorno di caccia, il Toad Day Out, tenutosi ieri in Nord Queensland. Centinaia di volontari si sono nessi all’opera nel tentativo di contenere l’impatto dei tossici anfibi, che hanno lasciato una scia di distruzione da quando sono stati introdotti 75 anni fa. Circa 10 mila sono stati catturati registrati e poi soppressi in modo indolore, congelandoli o chiudendoli in sacchi di plastica pieni di ossido di carbonio. Molti sono stati affidati a imbalsamatori per farne souvenir. Vi è stata una grande partecipazione di famiglie e sono stati assegnati premi per il maggior numero di rospi catturati e per l’esemplare più grande: quasi 600 grammi. «Dato che una femmina può deporre circa 20 mila uova alla volta, il bottino di ieri potrà avere un impatto significativo», ha detto il deputato locale Shane Knuth, animatore dell’iniziativa. I rospi (Bufo marinus) furono introdotti dal Sudamerica negli anni ’30 nel fallimentare tentativo di controllare dei parassiti della canna da zucchero. Si sono da allora moltiplicati fino a oltre 100 milioni, dimostrandosi fatali per il delicato ecosistema, uccidendo milioni di animali nativi, dai serpenti ai piccoli coccodrilli, che li mangiano.

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