AGAINST ANIMAL CRUELTY

L’orso di Socchieve non è più un mistero: è fotografato mentre mangia nel bosco

SOCCHIEVE. “Catturato” l’orso a Socchieve:si tratta, beninteso, di una cattura fotografica effettuata con una camera a raggi infrarossi installata dalla locale riserva di caccia diretta da Luigi De Colle. L’immagine è stata catturata domenica alle 3.57 del mattino da una delle 4 camere poste nei dintorni del paese, nella zona della confluenza del torrente Lumiei con il Tagliamento e vede immortalato un esemplare di circa 150 chilogrammi di peso.

«Proseguiamo il progetto iniziato con l’Università di Udine – spiega il vice presidente della riserva Lucio Zanier – del monitoraggio continuo della selvaggina nel nostro territorio». Sono stati già immortalati, o comunque è stata già confermata la presenza di diverse specie scomparse da tempo in Carnia. Oltre all’o rso è stata rilevata la presenza della lince, dello sciacallo dorato e del cane procione «primo rilevamento fotografico in ambiente documentato in Italia».

L’orso ha trascorso, secondo Zanier, l’inverno in vallata: «Abbiamo rilevato, nella stessa zona, le sue impronte a Natale del 2009: pare logico che abbia trascorso in stato di semiletargo l’inverno dalle nostre parti. Questo significa che in Carnia c’è un ambiente sano». Socchieve si candida così puntualmente come porta naturale all’inserimento delle Dolimiti tra i patrimoni mondiali dell’U nesco, riconoscimento che può riqualificare tutta la zona.

L’orso quindi è stanziale in Carnia, ora si cercherà di seguirne le tracce, piazzargli un collare e così monitorarne gli spostamenti. L’esemplare è stato spesso segnalato scendere la vallata da Lunas di Caprizi sino alla confluenza del Lumiei con il Tagliamento alla ricerca di tuberi e di miele di cui è ghiotto, fatto questo documentato con le diverse segnalazioni di predazioni di arnie della zona. La riserva di caccia socchievina intanto vuole indire un concorso di idee per dare un nome all’orso che si aggira nel suo territorio.

«Stiamo cercando di mettere sulla carta il percorso del plantigrado – prosegue Zanier – in maniera di poter creare un sentiero dell’o rso». Ora, per completare la biodiversità della fauna carnica, si attende di rilevare le tracce del lupo, ultimo dei grandi predatori che manca all’appello. «Ci risulta – termina Zanier – che gli ultimi esemplari siano stati avvistati e documentati, nel ’700 a Sutrio, ma pare fosse abituale nella nostra montagna sino a fine del’Ottocento».

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