AGAINST ANIMAL CRUELTY

POINTER DI RAVENNA, RINVIO A GIUDIZIO PER MALTRATTAMENTO AD ALLEVATORE-VETERINARO

L’allevatore e veterinario Giorgio Guberti è stato rinviato a giudizio per maltrattamento. Lo riferisce un comunicato di Animal Liberation, che si occupa delle sorti di un centinaio di pointer, sia maschi che femmine di età fra i 2 e i 9 anni, per i quali è in cerca di proprietari adottivi. La prima udienza del processo, che vede l’allevatore imputato per maltrattamento di terrà il 18 maggio prossimo.

Le discusse tecniche di selezione adottate dall’allevatore sono tornate alla ribalta nel mese di dicembre del 2008 a seguito del sequestro di cani pointer dall’allevamento “Del Vento” di Osteria (Ravenna). Il Pointer Club d’Italia, diffidava i custodi giudiziari dei cani dall’astenersi da qualsiasi condotta che potesse “pregiudicare i valori connessi al patrimonio genetico di cui gli esemplari sottoposti a sequestro sono latori”.

A gennaio del 2009, l’ENCI deliberava di sospendere cautelarmente l’affisso dell’allevamento ravennate e di aprire un procedimento di vigilanza nei confronti del Pointer Club, per “l’iniziativa a sostegno di metodi di allevamento inammissibili”. Il Consiglio Direttivo del Pointer Club d’Italia, nel marzo successivo chiedeva all’Enci di archiviare il procedimento di vigilanza.

Il Ministero della salute, attraverso la competente Direzione generale a febbraio dell’anno scorso diffondeva una nota di precisazioni relativa alle infrazioni riscontrate presso l’allevamento di cani Guberti di Ravenna.

Anche l’Ordine dei Veterinari di Ravenna è intervenuto sulla vicenda con una presa di posizione.

Guberti venne già assolto nel 2003. Agli atti figuravano perizie tecnico-scientifiche che escludevano elementi utili ad una condanna. Successivamente nel 2008, in un secondo procedimento, fu la perizia di un veterinario toscano, riferisce il comunicato di Animal Liberation, “allevatore di pointer e dresseur dei cani di Guberti, a portare il pubblico ministero di allora a chiedere e ottenere l’archiviazione”.

da AnmviOggi.it

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6 Risposte

  1. Nadia

    Allo schifo non c’è mai fine…auguro a questo signore di ritrovarsi al più presto nelle stesse condizioni del cane che appare in foto.
    Che si vergognasse per quello che ha fatto.
    Deve pagare, ma sul serio, con una pena esemplare.

    24 marzo 2010 alle 10:02 am

  2. gli esperimenti tecnici li farei volentieri su di lui per vedere come va’…… Deve assolutamente essere messo al bando ed in carcere, non cavarsela con una multa e dacapo come prima e con lui tutti quelli come lui.VERGOGNATEVI

    24 marzo 2010 alle 11:34 am

  3. NANNI'

    vogliamo giustizia per questi poveri animali ,siamo stanchi di vedere e sentire tanto orrore!questa gente schifosa deve pagare!e nn cn una multa ma cn il carcere!butiamoli dentro e gettiamo via la chiave ,il processo se nn finalizzato alla detenzione nn serve a nulla tempo e soldi sprecati ….perchè ripartirà da dove ha finito!pene e sentenze più dure !!!!VERGOGNA!il nostro paese fa schifo e lo stanno dicendo anche gli americani,che l’italia deve essere boicottata per il turismo perchè massacriamo i cani nei canili lagher e per strada abbandonandoli a se stessi!che lo stato faccia qualcosa anzi che mangiarsi i soldi dei contribuenti in scorta e lusso ecc….difendiamo i nostri animali!

    24 marzo 2010 alle 12:07 pm

  4. NANNI'

    gli animali vanno tutelati!hanno solo due gambe in più di noi ma hanno un cervello superiore all’uomo e un cuore che prova sensazioni che l’uomo ormai nn sa provare!quando ci ribelleremo tutti allora sarà troppo tardi!la crudeltà nn si può lasciare impunita!

    24 marzo 2010 alle 12:09 pm

  5. Sono disgustata, ora non ci si può fidare neppure di un veterinario, Questo è un pazzo nazzista , spero in una pena severa ….. ma in italia tutto sembra inutile e la legge fa acqua ovunque figuriamoci per tutelare gli animali!!!!!

    24 marzo 2010 alle 7:37 pm

  6. Crisari Roberto

    Io gli taglierei i coglioni, poi gli aprirei la panza dè merda che cià e lo lascierei dentro nà cella a crepà!

    28 marzo 2010 alle 2:34 am

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