AGAINST ANIMAL CRUELTY

CARABINIERI NAS CHIUDONO NOVE CANILI ABUSIVI IN VERSILIA

Per 4 strutture (tutte a Massarosa) già firmate le ordinanze di cessazione dell’attività. Circa duecento cani restituiti ai loro padroni.

Nove canili abusivi destinati alla chiusura. Sessantuno violazioni amministrative accertate. Oltre novemila euro complessivi di sanzioni da pagare. Tredici persone segnalate alle autorità amministrative. Sono i numeri di una operazione che è servita a mettere un po’ d’ordine nella giungla dei canili privati un po’ in tutta la Versilia.

Undici le strutture visitate dai carabinieri dei Nas di Livorno, coadiuvati nell’operazione dai militari della compagnia di Viareggio e dai tecnici del servizio veterinario dell’Asl Versilia. Di queste soltanto due sono state trovate sostanzialmente in regola. Le altre nove – quattro a Massarosa e una ciascuna a Viareggio, Pietrasanta, Stazzema, Seravezza e Camaiore – sono invece risultate o totalmente abusive o con gravi irregolarità amministrative. Per quattro strutture – tutte quelle controllate nel comune di Massarosa – è già stata firmata una ordinanza di chiusura che dà 30 giorni di tempo per cessare l’attività (i cani ospitati saranno restituiti ai legittimi proprietari). Negli altri cinque casi, invece, è stato richiesto un analogo provvedimento ai sindaci competenti per territorio.

Le inadempienze, come detto, riguardano soprattutto aspetti di tipo amministrativo. Fortunatamente non sono stati riscontrati casi di maltrattamento degli animali custoditi né di eccessivo sovraffollamento. «In tutti i canili che abbiamo visitato – spiega la dottoressa Ida Aragona, responsabile del servizio veterinario dell’Asl Versilia – non abbiamo trovato situazioni igienico sanitarie particolarmente gravi, ma comunque tutte comunque migliorabili».

I problemi più frequenti, invece, sono risultati di ordine amministrativo. Come la mancata comunicazione della morte o della scomparsa di un animale o l’omessa iscrizione all’anagrafe canina di alcuni esemplari custoditi. «Adempimenti formali, questi, che sono fondamentali per garantire una “tracciabilità” di tutti i cani presenti nelle strutture».

Le irregolarità più gravi, invece, hanno riguardato l’apertura di fatto di un canile in assenza di nulla osta sanitario. «I canili per i quali abbiamo proposto la chiusura – ha spiegato poi il capitano Gennaro Riccardi, comandante dei Nas di Livorno – non sono nati con uno scopo di lucro. Altrimenti si sarebbero potuti prefigurare anche dei reati di natura fiscale. Spesso si tratta di gruppi di cacciatori che hanno attrezzato un terreno con delle gabbie dove custodire i loro animali e quelli di cacciatori amici. Ma questo, naturalmente, non è possibile in assenza di una specifica autorizzazione».

La caccia ai canili abusivi non si concluderà con i controlli di questi ultimi giorni. «Al momento – spiega la dottoressa Aragona – abbiamo in Versilia cinque-sei canili ufficiali, che sono poi quelli che fanno attività di allevamento. Già in questi giorni, forse proprio grazie al tam tam nato con i controlli che abbiamo predisposto, sono pervenute molte richieste per regolarizzare cani e strutture. E anche questo è un risvolto positivo di questa operazione».

Quanto ai cani ospitati nei nove canili destinati alla chiusura, non correranno alcun rischio. «Saranno semplicemente restituiti ai legittimi proprietari che però dovranno trovare una diversa e più opportuna collocazione. Ma tutti i circa duecento esemplari che abbiamo trovato godono di ottima salute».

(Claudio Vecoli – Il Tirreno)

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