AGAINST ANIMAL CRUELTY

GALLINE: MINISTRI AGRICOLTURA UE RESPINGONO PROROGA GABBIE

Anche il Ministero della Salute italiano contro la proposta della Polonia.

La LAV definisce “saggia, coerente, inequivocabile e positiva”, la posizione espressa dal Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura UE, e quindi anche dal Governo italiano attraverso il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini, che ieri ha respinto la richiesta avanzata dalla Polonia di posticipare di ben cinque anni il bando delle gabbie di batteria per le galline ovaiole, previsto per il 2012 da una direttiva UE del 1999.

Non vi è alcun motivo per ritardare il divieto in quanto la normativa del 1999 ha fornito uno straordinario periodo di transizione di 12 anni e mezzo, permettendo ai produttori passare dalle insostenibili gabbie di batteria a sistemi d’allevamento in grado di garantire alle galline migliori condizioni di benessere.

Per difendere questo importante bando europeo, sabato 13 e domenica 14 marzo la LAV sarà presente in centinaia di piazze in Italia per invitare i cittadini e le istituzioni (supermercati, amministrazioni locali, mense pubbliche) a scegliere uova migliori, cioè uova provenienti da galline libere, evitando d’acquistare quelle etichettate con il codice 3 (allevamento in gabbia).

“E’ una sconfitta ulteriore per chi da anni invece di perseguire scelte di riconversione delle gabbie opera per un annullamento o un posticipo di tale bando: pochi giorni fa, in Italia, anche Confagricoltura è intervenuta definendo ‘illusorio’ il rispetto della scadenza del 1 gennaio 2012 per il bando delle gabbie di batterie delle galline ovaiole, benché decisa nel lontano 1999 – dichiara Roberto Bennati, vicepresidente della LAV – ora è necessario applicare la norma e indirizzare il mercato verso sistemi di allevamento non in gabbia, come dimostrano le scelte dei consumatori che stanno preferendo uova di galline libere. Queste scelte devono essere incentivate e oltre a determinare un rispetto della norma da parte degli allevatori, possono restituire condizioni almeno minime di benessere a 40 milioni di galline ancora allevate in gabbia ogni anno in Italia.”

La decisione presa dall’Unione Europea di vietare le gabbie di batteria, è maturata dopo una lunga campagna di sensibilizzazione portata avanti da alcune organizzazioni animaliste europee, tra le quali la LAV, che ha messo in evidenza le gravi sofferenze inflitte a questi animali. La vita nelle gabbie di batteria impedisce alle galline i più elementari comportamenti etologici: come muoversi, aprire le ali o fare bagni di polvere. Il pavimento in fil di ferro provoca dolore e lacerazioni alle zampe, mentre la mancanza di spazio e la vicinanza forzata con altre galline crea loro stress che può indurle a comportamenti aggressivi verso i simili o favorire altre patologie.

“Tale divieto – come sostiene anche Eurogroup for Animals, di cui la LAV è membro italiano – è il risultato di un processo democratico ed esprime i desideri dei consumatori europei. Alcuni produttori di uova hanno volutamente aspettato a cambiare il loro sistema d’allevamento sperando che l’UE avrebbe cambiato idea. Consentire a questi allevatori di continuare a utilizzare gabbie di batteria pregiudicherebbe seriamente la credibilità della legislazione UE e potrebbe falsare la concorrenza, penalizzando i produttori che hanno già investito per migliorare il benessere delle galline”.

L’Italia è storicamente un Paese in cui la tendenza alla riconversione di questo sistema d’allevamento si è affermata in ritardo; nonostante ciò, grazie anche alla sensibilità dei consumatori che considerano negativamente l’allevamento in gabbia, la vendita di uova derivanti da sistemi alternativi risulta in crescita negli ultimi anni, segno che i produttori si troveranno sempre di più a dover soddisfare una domanda crescente di uova di galline libere.

Sabato 13 e domenica 14 marzo presso i tavoli LAV (maggiori dettagli su http://www.lav.it) organizzati in Italia, i cittadini potranno:

– firmare le cartoline-appello rivolte ad amministrazioni locali e supermercati invitandoli così a preferire le uova di galline libere;

– ricevere la guida-pratica della LAV per orientarsi sulla scelta delle uova;

– sostenere questa campagna per restituire la libertà alle galline e portare a casa il tradizionale l’uovo di cioccolato fondente della LAV (commercio equo e solidale), in cambio di un contributo minimo di 11 euro.

– ricevere informazioni sull’alimentazione che fa bene agli animali, attraverso i consigli di http://www.cambiamenu.it

(animalieanimali.it)

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