AGAINST ANIMAL CRUELTY

GENOVA: RECORD DI ABBANDONI. CANE DIVENTATO UN LUSSO

Amici che diventano all´improvviso troppo costosi di fronte alla crisi economica, giocattoli che crescendo non divertono più, compagni dal carattere difficile che è meglio lasciare per strada. Eccoli, i cani di monte Contessa, ognuno con la sua storia, le sue paure, la sua ostilità. Nel canile comunale che si appresta a celebrare il primo anno di vita, un´immensa spianata sulle alture di Sestri Ponente, poco distante dal santuario del Monte Gazzo, sono le loro voci ad accoglierti. Quella di Eraldo, spinone “caratteriale” in gabbia da sette anni, che nessuno adotterà mai per il suo vizio di mordere. Quella di Tyson, gigantesco rottwailer traumatizzato da anni di percosse e di soprusi. O ancora quelle di Barbie e Beethoven, labrador femmina e mastodontico meticcio di San Bernardo, trovati insieme in un giardino e inseparabili anche in gabbia.

Sono poco meno di duecento i cani di Monte Contessa e le loro storie, raccontate dai volontari che dedicano il loro tempo ad accudirli, lasciano l´amaro in bocca. «La situazione economica è diventata la prima causa di abbandono – spiega Clara Bongiorno, responsabile della struttura di Sestri – Qui arriva gente che ha appena perso il lavoro, ha avuto lo sfratto, si è separata dalla moglie, o dal marito. Il cane è un costo e la crisi impone di tagliarlo». Proprio così, tagliato per problemi economici, per necessità. Perché non si trovano i soldi per portarlo dal veterinario o per comprargli le medicine. «In questo caso, però, il canile può venire incontro alle famiglie, supportarle per i farmaci di prima necessità – continua la Bongiorno – La nostra funzione, nel tempo, è cambiata, i compiti e le responsabilità sono cresciute».

La titolare del canile ha appena congedato un commerciante genovese che le ha consegnato uno splendido pastore tedesco. «Si è separato dalla moglie, lui lavora tutto il giorno e nessuno può più seguire l´animale. Nelle scorse settimane è arrivata una signora che aveva appena ricevuto lo sfratto. Perde la casa, pensate un po´ se può tenere il cane». L´obiettivo dei gestori del canile non cambia, spingere le famiglie ad adottare gli animali della struttura, cani ma anche gatti che da un po´ di tempo hanno preso l´abitudine di salire fin quassù. Ma non è per niente semplice, perché Monte Contessa accoglie tutti, randagi (che qui chiamano più romanticamente “vaganti”) e abbandonati. E spesso ci si trova a fare i conti con animali dal temperamento difficile, “caratteriali” che da cuccioli sono stati traumatizzati, picchiati, tenuti segregati o, peggio, abituati ad aggredire, e che ora non riescono più a ritrovare serenità con i loro simili o con gli umani.

E poi c´è ancora chi, quando arriva l´estate, scopre che è meglio liberarsi del cane e lasciarlo randagio per i boschi. O chi rifiuta il carattere a volte un po´ spigoloso del suo “amico” (ma che cosa si dovrebbe dire allora per gli umani?) e dichiara la sua incapacità ad allevarlo. E allora scatta l´abbandono. Sono situazioni che “stressano” il cane, minandone il carattere per sempre, rendendolo meno socievole, più pronto ad aizzarsi contro i suoi simili o quegli esseri umani che lo hanno tradito. E, inevitabilmente, rendono la cura degli animali più complessa e, a volte, problematica. Eppure niente sembra dare più gioia a questo piccolo esercito di volontari, una quarantina di persone che dedica gran parte del proprio tempo libero alla cura dei cani di Monte Contessa. Sono loro a ridare fiducia a questi cani, ad accudirli, portandoli ogni giorno a spasso per i grandi recinti o, ancor meglio, nei boschi del Gazzo.

Tenuti alla corda per sfilarli rapidamente una volta rientrati in gabbia, i cani di Monte Contessa hanno adesso una speranza in più, quella dell´adozione a distanza, 64 euro all´anno, che consente di acquistare cibo e farmaci per dodici mesi. «E´ un segnale che lanciamo alla città» conclude la Bongiorno che proprio oggi, San Valentino, festa degli innamorati, aprirà il canile a tutti quelli che vorranno fare una passeggiata per i sentieri del Gazzo. (Repubblica)

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