AGAINST ANIMAL CRUELTY

New York, sono troppi i cani messi a ‘tacere’

Corde vocali recise per evitare che disturbino i vicini. Molti veterinari sono d’accordo. Ma cresce il fronte del no

Can che abbaia non morde. Ma infastidisce i vicini. Per questo motivo a New York sono in tanti a scegliere la strada più semplice. Quella di farli operare, recidendo loro le corde vocali. In questo modo, il can che abbaia si trasforma semplicemente in un can che sussurra.

Detta così, a noi europei, potrebbe anche apparire come una delle tante «amazing stories» che fanno il giro della rete e che trovano spazio tra le curiosità riportate dai media. Ma la vicenda è seria, al punto che se ne è occupato l’autorevole New York Times che ha dato spazio e voce a molti proprietari di cani «col silenziatore», convinti della scelta compiuta in nome dei rapporti di buon vicinato. E tra questi, sembra incredibile, c’è anche un veterinario, il dr. Mike Marder, citato proprio nell’apertura del servizio, che ha già eseguito l’operazione di «debarking» al suo cane Nestlé e che non esclude di fare altrettanto con il secondo puppy di casa, Truffle. Una scelta, quella di togliere l’abbaio al proprio animale, legata alle difficoltà più volte incontrate con gli altri abitanti del suo palazzo, un elegante edificio nell’Upper East Side.

CANI SUSSURRANTI – Il titolo che il NyTimes ha dato al pezzo è significativo: «Heel. Sit. Whisper. Good dog»: ai classici comandi «terra» e «siedi» si aggiunge il nuovo e inquietante «sussurra». Già, perché l’intervento sulle corde locali rende gli animali afoni, ma non cancella in loro l’impulso ad abbaiare: semplicemente fa sì che quel che esce dalla loro bocca sia qualcosa che assomiglia perlopiù ad un rantolo o, appunto, ad un sospiro. Ma in tanti, troppi, sembrano pronti a giustificare la pratica, accampando come scusa che è molto meglio quella «che la soppressione per eutanasia», come se non esistessero strade diverse per educare i cani a contenere l’abbaio. Però a quanto pare la difficile convivenza che si crea se il cane si fa sentire finisce con l’avere un peso maggiore: nel 2009 sono state 6.622 le chiamate al 311, la linea di non emergenza a cui i cittadini della Grande Mela si rivolgono per segnalare situazioni di disturbo o problemi sul territorio municipale. Molti regolamenti condominiali già vietano il possesso di animali e le autorità newyorkesi hanno previsto uno specifico divieto per alcune razze di cani nei palazzi di edilizia pubblica.

VETERINARI DIVISI – Sono sempre di più, racconta però il quotidiano, i veterinari che si rifiutano di praticare l’intervento di rescissione. E quelli che ancora lo fanno evitano accuratamente di dare pubblicità alla cosa, ben sapendo quanto tale pratica sia osteggiata presso l’opinione pubblica e presso i loro stessi colleghi più giovani, più sensibili ai richiami etici. In alcuni stati americani sono allo studio provvedimenti legislativi per proibire tale pratica. Ma finché non ci sarà un divieto esteso in tutta la nazione, il rischio che vengano prodotti già alla fonte cani senza decibel è particolarmente elevato. Tra l’altro non sarebbero soltanto i cittadini che vogliono evitare noie con i vicini a richiederli: anche delinquenti e spacciatori, che sono soliti accompagnarsi con cani da attacco, sono sempre più propensi ad avere al fianco animali silenziosi. E una parte dei veterinari continua a ritenere di essere nel giusto eseguendo gli interventi, malgrado l’Associazione veterinaria americana raccomandi che l’operazione chirurgica sia solo l’estrema ratio qualora altre strade, come l’educazione da parte di un esperto, non abbiano dato risultati. «Recuperano subito e non sembrano notare differenze rispetto a prima – ha dichiarato al NyTimes la dottoressa Sharon Vanderlip, che da 30 anni esegue questo genere di intervento -. Penso che in certi casi l’operazione possa salvare il cane. Se fatta bene si comportano assolutamente come prima e non hanno poi problemi di salute».

«FANNO ANCHE ALTRO» - «Purtroppo in America fanno quello e anche altro – commenta invece la dottoressa Anna Negro, che sul Corriere Animali cura il forum “Il veterinario risponde” -. I nostri colleghi americani si prestano anche all’esungulazione, facendo togliere le unghie alla radice ai gatti per evitare che ricrescano, ottenendo così che non provochino danni a divani, tende o parquet. Oppure rimuovono le ghiandole lacrimali ai piccoli cani bianci, tipo il maltese o il bichon, che hanno una lacrimazione forte che spesso causa una colorazione del pelo, sotto gli occhi, che molti considerano troppo antiestetica. Senza pensare che così si espone l’animale a ben altri problemi, in primis la cheratite». In Italia la pratica del taglio delle corde vocali è vietata dalla recente legge sui maltrattamenti, ma per fortuna anche prima della sua entrata in vigore la maggior parte dei veterinari si rifiutava di operare un cane in assenza di finalità terapeutiche, solo per motivi estetici o di mero interesse del proprietario. Però i casi di cani con le corde vocali recise esistono ancora anche nel nostro Paese. Lo scorso anno erano stati trovati diversi cani “silenziati” in un canile lager in Puglia: senza voce gli animali non avrebbero potuto destare l’attenzione di eventuali curiosi. «Oggi c’è una legge che dovrebbe scoraggiare chiunque dal compiere quella pratica – dice ancora la dottoressa Negro -. Ma una cosa è certa: all’interno della categoria i medici che si prestano a certi interventi non sono considerati colleghi. La maggior parte di noi li vede solo come delinquenti». (Corriere.it)

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Una Risposta

  1. Avete letto Curzio Malaparte, quando ha trovato il suo cane ,in un lettino con le corde vocali tagliate per la sperimentazione….! che schifoooooooo

    7 febbraio 2010 alle 11:17 am

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