AGAINST ANIMAL CRUELTY

SERPENTI VIETATI SEQUESTRATI A MOSTRA

Azione del CfS a Perugia. A portarli un commerciante ungherese che rischia l’arresto

Il Corpo Forestale ha sequestrato sei serpenti altamente velenosi, di cui è vietata la detenzione e la vendita in Italia. L’operazione si è svolta durante un’attività di controllo in occasione della mostra mercato Esotica 2010 di Perugia. Il Corpo Forestale in una nota spiega che si tratta in particolare di un esemplare di vipera del Gabon (Bitis gabonica), specie africana tra le più pericolose al mondo per la quantità di veleno mortale che riesce a inoculare in caso di morsicature. Dotata di denti lunghi fino a 5 centimetri, infatti, con il quantitativo di veleno rilasciato da un solo morso potrebbe uccidere 10 persone. Sequestrati anche due esemplari di vipera soffiante (Bitis arietans) di provenienza africana, e tre esemplari noti con il nome di crotalo del bambù (Trimeresurus spp.), di origine indiana.

Il sequestro, giunto al termine di un’articolata e complessa indagine, è stato eseguito dal personale del Servizio Cites territoriale del Corpo Forestale dello Stato di Perugia in collaborazione con la Sezione Investigativa del Servizio Cites Centrale di Roma. Gli animali sono stati presi in consegna dal personale specializzato del Corpo forestale dello Stato e affidati a una struttura autorizzata in grado di fornire loro cure adeguate. A tentare di immettere nel mercato italiano i serpenti è stato un commerciante illegale ungherese che ora rischia dai tre mesi a un anno di arresto, un’ammenda e la confisca degli esemplari nonché una denuncia per maltrattamento di animali per averli trasportati con modalità non idonee. L’elenco di specie di animali considerate pericolose per la salute e la pubblica incolumità, per i quali è vietata la detenzione dalla legge sul commercio illegale di specie tutelate dalla Cites, comprende, tra l’altro, tutti i rettili velenosi europei ed esotici.

Il fascino di tali animali, sottolinea il Corpo Forestale, unito all’attrazione verso il «proibito», spinge un numero sempre maggiore di collezionisti a procurarsi questi esemplari sul mercato clandestino. Numerose le offerte anche sul web.

(Il Giornale.it)

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