AGAINST ANIMAL CRUELTY

IN TOSCANA PIU’ CACCIA E ANCHE AI PICCIONI

E’ bagarre sulla caccia, a livello nazionale, per l’emendamento passato al Senato, che ripropone la cancellazione dei limiti alla stagione venatoria. Ma in Toscana è stata approvata definitivamente in Commissione (favorevoli Pd, Comunisti italiani, Socialisti, rifondatori) la legge che modifica la numero 3 del 1994. Legge che conferma in linea di massima il vecchio calendario (la caccia è aperta dalla terza domenica di settembre al 31 gennaio dell’anno successivo) ma assegna alle Province la possibilità di autorizzare l’abbattimento degli ungulati, soprattutto i cinghiali, in qualsiasi periodo dell’anno. Cinghiali che, in casi specifici, potranno essere cacciati anche su terreno innevato. Con una novità per i cacciatori: l’obbligo d’ indossare indumenti ad alta visibilità, un po’ come i giubbotti catarifrangenti degli automobilisti in panne. E’ una norma introdotta per sicurezza, per cercare di evitare incidenti che si ripetono ancora con troppa frequenza.

Non basta. Per evitare danni potranno essere autorizzati abbattimenti mirati perfino dei piccioni di città, oltre che dello storno e della tortora dal collare. Il motivo di queste eccezioni al calendario? Semplice, sostengono i legislatori regionali: sedici anni fa cinghiali, caprioli, daini, cervi e mufloni erano poco diffusi e non provocavano danni all’agricoltura e ai boschi. Ora, soprattutto i cinghiali, sono diventati una vera emergenza. Come gli storni e i piccioni cittadini, quelli cosiddetti «del sindaco», deleteri per le facciate delle case, i monumenti, le carrozzerie delle macchine. Ovvio che i piccioni non potranno essere cacciati in pieno centro storico, ma dovranno essere ancora i comuni a controllarne numero ed eventuali devastazioni. A FIANCO della nuova legge, che la prossima settimana passerà in aula, c’è la nuova norma, introdotta direttamente dalla giunta, che consentirà ai cacciatori di vendere direttamente alle macellerie, alle trattorie e ai ristoranti la selvaggina abbattuta. Basterà compilare una dichiarazione indicando la zona di provenienza degli animali. Nell’arco di un anno ciascun cacciatore potrà vendere un capo di grossa taglia (cinghiale o altro ungulato) e non più di 50 capi di piccola selvaggina.

(La Nazione)

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Una Risposta

  1. Giovanni Roberto

    Legge per me non condivisibile. Per difendere i migratoristi cosa ha fatto la giunta regionale di colore ROSSO? Un bel niente!

    19 febbraio 2010 alle 7:31 pm

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