AGAINST ANIMAL CRUELTY

Pamela Anderson impedisce un’auto russa con interno in pelle di pene di balena

La casa automobilistica russa Prombron, specializzata in automobili su misura per miliardari, ovviamente anch’essi russi, ha rinunciato al progetto di un fuori strada da un milione e mezzo di dollari con l’interno foderato in pelle di pene di balena.

La rinuncia è stata determinata dal deciso intervento della attrice e neo animalista Pamela Anderson.

Il modello d’auto, chiamato Dartz Prombron Monaco red diamond edition, era stato già annunciato ufficialmente e secondo l’ufficio stampa del produttore aveva già avuto delle prenotazioni.

La Prombrom ha rinunciato a foderare gli interni del fuori strada di pelle di pene di balena, puntando su gadget di altissima tecnologia per giustificare il prezzo; non ha però rinunciato all’idea di sfruttare il fascino esercitato sul mercato russo dal pene delle balene, considerato il membro di mammifero con le maggiori dimensioni al mondo, e ha optato per una speciale versione della classica Volga, auto nata ai tempi di Stalin, ma adattata dalla Prombron alle esigenze della polemica con la Anderson.

La silhouette dell’attrice figura dipinta su una fiancata dell’auto, insieme con la scritta “penisguard” (in memoria di “Bay watch”, la serie tv che ha reso famose nel mondo le forme di Pamela) e una barchetta tipo quelle di carta che si fanno per ingannare il tempo a scuola o in riunione, con la scritta “whalewatch”, osservatori di balene.

Pezzo forte della serie speciale sono il cofano anteriore, dal quale sporge il muso di un pescecane, e quello posteriore, a forma di coda di squalo.

Le vacanze del presidente americano Barack Obama alle isole Hawaii sono passate quasi inosservate. Obama forse era troppo intento a giocare a golf quando non era occupato a seguire i vari focolai di crisi nel mondo.

A distrarre la gente però, un’altra potente attrazione: le balene.

L’arrivo delle balene vicino alle isole dell’arcipelago delle Hawaii è uno dei momenti topici dell’inverno hawaiano. Intorno alla costa di Oahu, Kauai and Big Island ci sono in tutto ben sessanta posti di osservazione dai quali, da gennaio a marzo, migliaia di volontari passeranno le ore con i binocoli puntati sul mare per tentare un conto delle balene presenti nelle acque hawaiane.

L’avvistamento delle balene ha scatenato una frenetica attività anche lontano dall’arcipelago. La parola “whale”, in inglese appunto balena, è tra le più cliccate del 2 gennaio sul motore di ricerca Google in America.

Se uno poi digita la frase “of the whale”, il primo risultato della ricerca di Google è “The Church of the whale penis”, una associazione munita anche di pagina su Facebook, che ha come dichiarato obiettivo quello di essere il primo sito dedicato al pene delle balene sui motori Google, Yahoo e Ask.

Per non lasciare dubbi sul punto di riferimento di questa singolare chiesa, il sito porta ben evidente una foto in cui appare il membro virile dei maschi delle balene. (express-news)

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