AGAINST ANIMAL CRUELTY

CATALOGNA A UN PASSO DALL’ABOLIZIONE DELLA CORRIDA

Via libera del Parlamento all’esame della proposta di iniziativa popolare.

Il fronte animalista esulta, la Spagna profonda si indigna: il parlamento regionale catalano ha aperto oggi la porta all’abolizione della corrida, da secoli uno dei grandi simboli culturali dell’identità iberica.

Con 67 voti a favore, 59 contrari e cinque astensioni il Parlament Catalan ha deciso di trasformare in disegno di legge un’iniziativa popolare abolizionista presentata con 180 mila firme dalla Piattaforma Prou! (Basta! in catalano), respingendo una mozione di rigetto globale dei deputati del cosiddetto “fronte taurino”. Il testo – appoggiato da star dello spettacolo come la sex symbol americana degli anni 1990 Pamela Anderson o quella francese degli anni 1960 Brigitte Bardot – ora seguirà l’iter normale di un testo di legge e arriverà al voto definitivo nella plenaria in primavera. Con buone probabilità di passare, vista la maggioranza che si è delineata oggi, grazie ai voti convergenti della sinistra indipendentista, di molti socialisti nazionalisti moderati di Ciu, i cui gruppi si sono spaccati. Contro, l’altra metà circa di socialisti e nazionalisti e il Partido Popular (Pp).

Se in primavera la proposta sarà accolta definitivamente, la Catalogna diventerà la prima regione della Spagna continentale ad abolire la corrida “spagnola”, quella che si conclude con la morte del toro. Il governo di Madrid ha reagito con prudenza alla decisione del Parlament. La vicepremier, Maria Teresa de la Vega, ha espresso “rispetto” per il voto catalano, ma ha detto che il governo socialista di Madrid non è favorevole ai divieti, preferendo che ognuno possa “scegliere in libertà”. Il presidente dell’Associazione Taurina Parlamentare, il socialista Miguel Cid Cebrian, ha invece parlato di “un gravissimo attentato contro il patrimonio storico e culturale della Catalogna”. La segretaria generale del Pp, Maria Dolores de Cospedal, ha denunciato che si voglia impedire ai catalani “di sfruttare una parte del loro patrimonio culturale”. Il fronte taurino però non dispera di invertire la rotta entro la primavera e di spostare la maggioranza del Parlament, ha spiegato il presidente della Federazione Taurina di Catalogna, Luis Maria Gisbert. La “Mesa del Toro”, che riunisce gli operatori del settore, ha detto che darà battaglia e che la Spagna non può fare a meno dei 40 mila posti di lavoro che dipendono dalla “fiesta”. L’attacco venuto dalla Catalogna coglie il settore spagnolo della “fiesta” in un momento di debolezza, secondo El Pais. La crisi economica ha costretto i comuni a ridurre le spese per cultura e spettacoli, e quest’ anno ci sono state solo 900 grandi manifestazioni taurine nel Paese contro le 1.250 nel 2008. Certo, per soddisfare gli animalisti ci sarebbe la strada della corrida alla portoghese, senza morte pubblica del toro. Una ipotesi però esclusa dai taurini spagnoli ,perché quella portoghese, ha spiegato indignato il vicepresidente della Piattaforma di difesa della Fiesta, Alberto Taurel, è solo “una opera teatrale”.

F.Cerri e D. Mattei (ANSA)

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Una Risposta

  1. mirella tondo

    ma quali tradizioni quale cultura….. volete continuare con le corride??…bene fatelo ma invertite i ruoli!!! ….AH è VERO COSI’ NON VA BENE DIVENTA UN REATOOOO!!! Invece i tori sono solo animali senza DIRITTI !! a nome di tutto il mondo vi dico CIVILIZZATEVI avete rotto i coglioni con le corride!!!!!

    19 dicembre 2009 alle 6:43 pm

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