AGAINST ANIMAL CRUELTY

TERZA DELIBERA CACCIA IN DEROGA VENETO, PRONTO IL NUOVO RICORSO AL TAR

Il braccio di ferro tra la Regione e le associazioni animaliste continua…

Dopo le due recentissime bocciature del TAR Veneto del 30 ottobre e 6 novembre la Giunta regionale del Veneto ieri 24 novembre ha riapprovato una terza delibera che riapre le cacce in deroga per le specie Storno e Peppola a partire da oggi mercoledì 25 novembre fino al 31 dicembre 2009.

A seguito dei due ricorsi presentati dalla LAC, lo scorso 6 novembre era stata bloccata per la seconda volta la caccia alle specie Fringuello, Peppola, Pispola e Storno, caccia illegittima come dimostrano le prese di posizione della Commissione Europea e del TAR del Veneto.

I legali di ENPA, LAC, LAV, LEGAMBIENTE, LIPU e WWF hanno depositato presso la magistratura veneta la richiesta di sequestro d’urgenza della fauna selvatica oggetto di caccia in deroga.

La terza deliberà avrà sicuramente vita breve, nel giro di due giorni arriverà il terzo pronunciamento del TAR del Veneto, in queste ore infatti i legali della LAC stanno espletando le procedure di legge per la notifica e deposito del terzo ricorso terminato ieri a notte fonda e a tempo di record.

ENPA, LAC, LAV, LEGAMBIENTE, LIPU hanno inoltre dato mandato ai propri legali di valutare la possibilità di presentare una ferma denuncia per abuso in atti d’ufficio e mancata ottemperanza dell’ordine del TAR nei confronti della Giunta regionale del Veneto e dei suoi assessori.

“In regione non sanno più cosa inventarsi – ha commentato Andrea Zanoni presidente della LAC del Veneto – per accontentare i cacciatori arrivano a sconfessare se stessi dato che lo scorso 6 novembre avevano furbescamente chiuso la caccia lo stesso giorno della bocciatura del TAR motivando con il raggiungimento dei limiti di carniere, salvo riaprila adesso.

Arrivati a questo punto il problema non è se essere favorevoli o meno alla caccia agli uccelli protetti bensì sul rispetto o meno delle normative dell’Unione Europea, sul rispetto dei pronunciamenti giuridici, è diventata semplicemente una questione di legalità. Qui vengono calpestate non solo le norme europee e statali ma addirittura due pronunciamenti del TAR del Veneto.

Non dimentichiamo poi che per salvare questo tipo di caccia illegittima, su specie insettivore ed utili all’agricoltura, vengono effettuate delle spese legali da parte della giunta regionale che alla fine vanno a gravare sulle tasche dei contribuenti, inoltre a breve potrebbe arrivare una condanna della Corte di Giustizia Europea proprio sulla caccia in deroga del Veneto che comporterà pesantissime sanzioni che poi graveranno sempre sui contribuenti.

In Italia serve una legge che imponga a questi amministratori di pagare di tasca propria le loro azioni amministrative illegittime svolte in chiave propagandistica ed elettoralistica a spese dei contribuenti e a vantaggio di una minoranza che rappresenta una percentuale della popolazione da prefisso telefonico.

(animalieanimali.it)

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