AGAINST ANIMAL CRUELTY

Carcere per chi maltratta gli animali Sì della Camera, la legge passa al Senato

L’Aula della Camera ha approvato quasi all’unanimità la ratifica della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, che introduce il divieto di mutilazioni per cani e gatti. Il testo, approvato con 466 sì, un no e sei astenuti, ora passa al Senato. L’argomento era stato affrontato già a Montecitorio nelle settimane scorse ma una serie di interventi da parte di alcuni parlamentari ne avevano causato l’aggiornamento. Proprio l’impasse a cui si era arrivati in quell’occasione era stata lo spunto per la puntata di Porta a Porta dedicata agli animali da compagnia dove tra l’altro era emersa la trasversalità delle posizioni animaliste alla Camera. Bruno Vespa ebbe a commentare, nel corso di una fase concitata della trasmissione, che i politici «sono molto più gestibili quando si parla di Giustizia». Ora invece sembra che i deputati siano riusciti a trovare un’intesa e a votare in modo pressoché unanime.

 

«PERCORSO DI CIVILTA’» – Grande soddisfazione è stata espressa dal sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, che parla di «percorso di civiltà» e che ora auspica «un passaggio velocissimo per l’approvazione del provvedimento al Senato dopo il lavoro di integrazione e di valutazione di tutte le posizioni effettuato alla Camera». La Martini sottolinea anche la necessità di «procedere con un cambiamento culturale e un percorso di civiltà che vede la relazione uomo-animale nel nostro Paese quale relazione di rispetto e di applicazione delle migliori prassi in Europa». «Sottolineo, inoltre – ha aggiunto -, che la stessa Convenzione è stata integrata con norme specifiche contro il traffico di cuccioli, tema di particolare rilevanza anche alla luce degli accadimenti dei mesi scorsi».

 

LA LAV: ORA FARE IN FRETTA – La Lav, che si era fatta promotrice di più di una iniziativa di sensibilizzazione per arrivare a questa ratifica, attesa da vent’anni, chiede ora che il Senato approvi velocemente il testo, trasformandolo così in legge a tutti gli effetti. E questo per «fornire quanto prima a forze di Polizia e servizi veterinari gli strumenti per poter contrastare efficacemente i trafficanti di vite animali, particolarmente all’opera in prossimità delle feste natalizie, tradizionale periodo di aumento di vendite di cuccioli». Quello della tratta di animali dall’Est è infatti un fenomeno di vaste proporzioni. «Questa pratica – fa notare l’associazione animalista – coinvolge ogni anno migliaia di cani e gatti, provenienti dai Paesi dell’Est, in particolare da Ungheria, Slovacchia, Polonia, Romania, Repubblica Ceca, importati in modo truffaldino falsificando i documenti, senza il regolare microchip, precocemente strappati alle cure delle loro madri costrette a continue gravidanze, sottoposti a infernali viaggi e imbottiti di farmaci per farli sembrare sani all’acquirente. La mortalità dei cuccioli nella fase che va dal trasporto ai primi mesi dopo l’arrivo in Italia raggiunge il 50%. Il valore di mercato di un cucciolo importato dall’Est e spacciato per italiano falsificando i documenti può aumentare fino a 20 volte, con un giro d’affari annuo stimato in 300 milioni di euro».

 

NIENTE MUTILAZIONI – In base alle nuove regole sarà tassativamente vietato mutilare gli animali tagliando loro la coda o le orecchie, salvo in alcuni limitati casi che saranno individuati da un regolamento del ministero della Salute (la lobby delle doppiette si è già mobilitata per consentire il taglio della coda di alcuni cani da caccia). In ogni caso, gli interventi dovranno essere finalizzati al benessere dell’animale; e il regolamento dovrà essere redatto sentendo i veterinari.

 

C’E’ ANCHE IL CARCERE – Non sarà più necessario il requisito della crudeltà per punire con la reclusione da 3 a 18 mesi chi uccide un animale da compagnia. Con le nuove regole, potrà essere condannato chiunque cagiona, senza necessità, la morte di un animale. Chi maltratta un animale da compagnia potrà essere recluso da 3 a 15 mesi e condannato ad una multa da 3.000 a 18.000 euro. La stessa pena si applica anche quando l’animale è sottoposto al taglio o all’amputazione della coda o delle orecchie, alla recisione delle corde vocali, all’asportazione delle unghie o dei denti o ad altri interventi chirurgici comunque destinati a modificarne l’aspetto o finalizzati a scopi non terapeutici non previsti dal regolamento ministeriale. Gli interventi non terapeutici potranno esser eseguiti da un veterinario e solo per impedire la riproduzione dell’animale, per ragione di medicina veterinaria o comunque nell’interesse della bestia.

 

STOP AL TRAFFICO ILLECITO – Viene introdotta la fattispecie di traffico illecito di animali da compagnia: sarà recluso da 3 mesi a un anno e condannato ad una multa da 3.000 a 15.000 euro chiunque, al fine di procurare a sè o ad altri un profitto, reiteratamente o tramite attività organizzate, introduce in Italia animali da compagnia privi di certificazioni sanitarie e di sistemi di identificazione individuale (passaporto individuale, ove richiesto) o, una volta introdotti nel territorio nazionale, li trasporta, cede o riceve. La pena è aumentata se gli animali hanno un’età inferiore a 12 settimane o provengono da zone sottoposte a misure restrittive di polizia veterinaria. Sanzioni sono previste anche per i trasportatori degli animali.

(Corriere.it)

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